Intervista Esclusiva: VOX DELITTO

vox delitto

Intervista Esclusiva:
di AleRipTapes – Foto di Fabio Valente

1. Ciao Marco ben ritrovato! Potresti raccontare ai lettori di Sound and Vision chi sono i Vox Delitto?
I Vox Delitto sono un gruppo musicale indipendente formatosi a Padova alla fine del 2012. La formazione è costituita da Alvise Rittà (chitarra e voce), Francesco Fiorindo (chitarra, voce e flauto traverso), Marco Sorgato (basso), Marco Francescon (battera), Stefano Barzon (percussioni). Nel 2013 i Vox Delitto sono tra i fondatori del collettivo Sotterranei.

2. So che state lavorando al vostro primo disco, che forma sta prendendo?
Certo le prime influenze – più in ordine cronologico, guardando all’itinerario creativo del gruppo, piuttosto che gerarchico – sono quelle del rock blues e della psichedelia anni ‘60 e ’70. Ma in seguito, complice anche la partecipazione alla vivace scena underground padovana (e non), non sono mancati gli stimoli alla ricerca di nuove sonorità, nuovi ritmi e nuovi stili di scrittura. Il riff acido e squillante si è, nel tempo, incupito e assordato, e le ampie volute della psichedelia ’60 si sono contratte in oscillazioni che sfiorano il noise. Tuttavia ciò che forse ha rappresentato la vera svolta nel nostro percorso, è stato il desiderio di recuperare i codici da cui avevamo preso le mosse, senza che per questo fossero negate le nuove forme che avevamo attraversato. Così lo stoner e il noise si sono uniti ai generi più classici, come il rock blues e la psichedelia ’60, rivitalizzandoli, e allo stesso tempo sono state rivalutate altre influenze, sommerse, ma presenti fin dai primordi, come il folk italiano ed Ennio Morricone. Quel che è interessante è che in questo disco, forse perché è un lavoro di lunga gestazione, nessun codice è stato negato da un altro, anzi, all’ascolto potrà risultare una specie di stratigrafia dei generi che abbiamo attraversato. Ecco perché sarà un disco ricco e, crediamo, piuttosto audace nel proporre tale varietà di moduli e di stili. Non abbiamo sentito il bisogno di costruire brani secondo una cifra stilistica unificante, di cercare strenuamente una sintesi formale: sono cose che speriamo possano emergere spontaneamente – e quindi più felicemente – solo dopo l’ascolto, rivelando la coerenza tra le parti ad un livello ulteriore. Ci siamo ritrovati ad abitare più codici, con la facoltà di entrarne e uscirne. Abbiamo scelto di scrivere musica in grande libertà.

3. Ci puoi parlare dei Sotterranei, da chi è nata l’idea e quali saranno i vostri progetti futuri?
I sotterranei nascono a padova il 10 ottobre 2013 dall’esigenza fisica di ascoltare e di farsi ascoltare. Inizialmente 7 band si consorziano ed iniziano a suonare assieme in uno scantinato nell’oramai defunto metropolis cafè. Da li si sono iniziate ad invitare band più grosse, il nome ha iniziato a girare, le 7 band –ora solo quattro ne sono rimaste delle ‘’originali’’- hanno iniziato a farsi conoscere e a suonare in giro. Dopo circa un anno e mezzo la faccenda si è ingrandita ed ora siamo in procinto di diventare un’etichetta indipendente oltre che poter contare su un piccolo booking tutto nostro ed un piccolo ufficio stampa. L’organizzazione dei concerti si è rodata ed arriviamo a proporne sempre in maggior numero e sempre di maggior qualità. Guardare la pagina sotterranei su facebook per credere.

4. Puoi consigliare ai nostri lettori qualche disco potente? Qualche band che veramente merita?
Per essere di parte vi consiglio di tenere d’occhio il primo ep di pietro berselli che uscirà a fine aprile ed il mitico turbolento dei mondo naif. Per spaziare un po’ di piu nella scena indipendente italiana i lavori che mi sono piaciuti di più recentemente sono: new candys as medicine dei new candys, ostro dei lay llamas e ce ne sarebbero tanti altri (domanda impietosa questa). Nel mainstream cado anche io sui verdena e recentemente ho risentito l’ultimo lavoro dei baustelle –andiamo qui indietro di qualche anno- ed è un vero capolavoro.

5. Marco so che organizzi anche dei live, come ti stai muovendo? Incontri anche delle difficoltà in questo ambito?
Si, organizzo a Padova la stagione invernale con i sotterranei, ho dato una mano a sisma a treviso e sto ora lavorando ad un vasto estivo che secondo i miei progetti conterà più di un festival in giro per tutto il veneto oltre le varie collaborazioni con realtà preesistenti. Difficoltà sempre: dal far quadrare i conti a fine serata a star dietro alla burocrazia tanto opprimente quanto inutile. Rientro economico quasi nullo – se mi riesco a pagare la ricarica vodafone e la benzina a fine mese sono contento – soddisfazione personale parecchia. Quindi si va avanti.

6. Grazie per l’intervista, vi auguro tutto il meglio e un in bocca al lupo per il disco in uscita. Ci vediamo domenica 19 aprile al Majo di Piazzola allora! Che tipo di live sarà, puoi anticiparci qualcosa?
Sarà un live compatto che siamo portando in giro da un mesetto oramai, strumentale al 70%: un connubio tra psichedelia d’altri tempi con suoni di altre decadi e stoner più aspro di tempi più recenti. Flauti traversi, percussioni tribali, distorsioni pesanti, voci molto esili e lontane. Vi aspettiamo!!

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