Intervista ai Verdena

verdena

WOW!
wow:. inter. ingl. inv.; in it. inter.:.Voce tipica del lessico giovanile per esprimere una piacevole meraviglia.
(Di Viola – Intervista Debora)

verdena Intervista ai Verdena

Non più un’esclamazione oramai. È sulla bocca di tutti: degli affezionati al panorama musicale indipendente italiano che lo aspettavano con trepidazione; di chi si è fatto cullare almeno una volta da valvonauta; o dei semplicemente curiosi che dopo anni dall’ultimo disco si chiedevano “che fine avessero fatto”… eccoli qui, davanti a noi. E non penso abbian bisogno di presentazioni. Di poche parole, l’aria stanca, la voglia di fare il sound check in velocità, che magari c’è il tempo per una dormita… ma concediamoglielo, visto che intratterranno la scena per ben due ore, tra azzardati stage diving, vecchi pezzi ormai diventati dei “classici” e vibrazioni vocali. Però il tempo lo trovano anche per noi… e ora a chiarirci cos’è “wow” c’aiutano loro…

Cominciamo con una domanda: ci son stati dei grandi cambiamenti nella band, vi vedo anche più sereni…

Non so… sì. siamo più sereni. Il perché non lo so. Penso si dovuto dal fatto che avevamo bisogno di fare una musica più… come potrei dire… più romantica. Abbiamo forse cambiato il nostro approccio alla musica e come dici tu magari allo stile.

Una curiosità… inizialmente il vostro nome era Verbena, che poi avete cambiato quando avete scoperto che era già il nome di un’altra band americana. Più che per un radicale cambiamento avete optato per la differenza di una sola lettera… da cosa deriva questa scelta?

Bah, avevamo già fatto abbastanza strada… cioè, abbastanza strada, diciamo che avevamo già cominciato a farci conoscere, e sembrava stupido cambiare completamente. Però pensando ad altri nomi effettivamente… potrebbe essere. “Blunidive” era quello che ci piaceva di più, però c’erano già i bluvertigo… È uscito da pochissimo il vostro nuovo disco “wow”… non si può non parlarne.

Dopo un po’ di anni fuori dalle scene, siete tornati con un nuovo doppio album, e non sono mancati i complimenti della critica… cosa rappresenta invece, per voi?

Il disco rappresenta quello che è da quattro anni la nostra vita, come ogni disco rappresenta un particolare periodo. Quando ci siamo trovati in studio per fare un nuovo album, subito avevamo l’esigenza di andare oltre quello che era stato requiem, a livello istintivo, proprio. Un artista che esce con otto dischi di fila… dopo un po’ si dimentica. Proprio perché secondo noi, non è stimolante. Poi certo, l’arrivo del pianoforte è stato sicuramente un punto di forza in tutto questo. Avete dei testi molto particolari, e questo mio “particolari” è usato in senso buono. Possono secondo me essere interpretati in modo diverso, in base alla persona, o al momento. cosa ne pensate voi di questo? come nascono i vostri testi? Non so… ognuno vive le cose in modo diverso e le sente in modo diverso. I miei testi non hanno senso, e allo stesso tempo ne hanno più di uno. Possono averne anche tre/quattro. Questo perché io sono una persona abbastanza coerente… (ride)

Avete firmato prontamente già con l’uscita del vostro omonimo disco con la black out/universal, ma da mia opinione avete sempre mantenuto una vostra purezza come band… sfatate il mito delle “etichette che manovrano gli artisti”?

Sì è vero. Abbiamo sempre fatto quello che ci andava di fare, a livello artistico abbiamo sempre voluto essere noi stessi. Secondo me sono più gli artisti che vogliono essere controllati, non viceversa. E poi dipende da ogni artista a che livello arriva la sua etica. Noi non scenderemo mai a compromessi. E per carità, lo faccia chi lo voglia fare, se crede sia il metodo giusto per “arrivare”, non sta a noi giudicare.

Volevo chiedervi una cosa riguardante i vostri video, che mi son sempre particolarmente piaciuti. Nell’ultimo (razzi arpia inferno e fiamme ndr.) vedo ad esempio delle somiglianze con il video di “luna”, o magari è solo un’impressione. Come nasce l’idea? Avete mai pensato ad un’autoproduzione?

In quasi tutti i casi l’idea è sempre del regista… mha per ora non siamo ancora entrati nel mondo dei “video” anche se ci piacerebbe. Per adesso abbiamo fatto lo studio… e va bene così.

Una curiosità che mi devi togliere… chi sono Angie, Zoe, Sharon?

Sono tutti nomi che invento… secondo una regola fonetica… non conosco quasi nessuno che si chiami come il titolo di uno dei nostri testi, anzi. Se facessi una canzone che si chiama “roberta” ad esempio ho… mi piace parlare di persone che non conosco.  Quant’è cambiato per i verdena dopo 12 anni dall’uscita del primo disco? Sicuramente è cambiato il nostro approcio alla musica, ora siamo molto distanti dal primo disco… a livello di sound, di testi. È stata un’evoluzione continua, per noi come artisti, per cercare nuove strade… per lo stesso discorso di prima, perchè la monotonia ci annoia.

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