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INTERVISTA A PIERPAOLO MENEGAZZO, IN ARTE ONEMANPIER

-Pierpaolo Menegazzo, ONEMANPIER, il Cantabarista, quale delle tre definizioni ti presenta meglio
-Tutti e 3 mi rappresentano..ed alla fine..sono solo le diverse angolazioni dello stesso soggetto:
OneManPier ed il cantabarista si accomunano..e sono il prodotto concreto delle “voglie artistiche” di Pierpaolo Menegazzo.
Il progetto OneManPier,comunque è attivo dal 2010 e non è mai stata una vera e propria onemanband (se non in qualche rara situazione). All’inizio eravamo un duo (chitarra-voce & batteria) composto da me e da Damiano Ferrari, poi, uscito Damiano è arrivato, sempre alla batteria, Enry Potter (che ancora resiste!!!) e da li è entarto prima Davide “Sleffio” Alessio (al basso) e poi Charlie (alla chitarra). Da un anno invece, al posto di Charlie, si è unito a noi Denis Bizzotto.
L’aggettivo “cantabarista” l’ho preso in prestito a Rino Gaetano (mio grande punto di ispirazione). Cantabarista era un nomignolo, quasi dispregiativo, che gli veniva appioppato per definire la sua musica come “troppo facile, troppo poco impegnata, quasi da bar!” e quindi molto diversa dal cantautorato colto che girava in quegli anni. Quindi ho preso in prestito questo nomignolo, non di certo per paragonarmi a lui, ma solo perché spero che la mia musica possa essere così, semplice e diretta. Una musica in cui ogni persona riesca a “riconoscersi”, a specchiarsi e partecipare con le proprie vicende, storie, esperienze.
-Che cosa ti hanno fatto I Figli del Benessere e gli Evil Tardevil per farti diventare ONE?

-Ahahaha! In verità nulla comunque…con gli Evil Tardevil si è solo “spenta la fiamma” per vari impegni e situazioni che la vita (crescendo) riserva alle persone, per cui tra impegni di lavoro e famiglia, alcuni componenti, giustamente, hanno fatto le loro scelte. Con i Figli del Benessere, invece, ho mollato io, vedendomi impegnato mentalmente ed attivamente al progetto OneManPier.
-Cos’è per te la musica e come definiresti il tuo linguaggio musicale?
-Ripeto il concetto di “cantabarista”… spero sia una musica così semplice e “quotidiana” da poter arrivare facilmente a tutti.
La musica per me è anche questo…semplicità, comunicazione, un mondo parallelo dove potersi riconoscere e, ovviamente, è passione ed amore.
-Come nasce un tuo brano: testo, melodia, arrangiamenti
-Di solito scrivo io testo e musica base in cameretta con la chitarrina…ahahah!Poi porto il tutto in saletta prove, dove con gli altri elaboriamo e sistemiamo il tutto e qui fortunatamente ho ottimi compagni di lavoro e d’avventura.
-Percorsi immobili e navigabili è il titolo del tuo ultimo album, quali sono questi percorsi e come intendi navigarli? -In questo navigare com’è salito nella tua barca Freak Antoni e dove hai avuto modo di imbarcarlo?
“Percorsi.Immobili.Navigabili”. Diciamo che il tema del viaggio è molto ricorrente nei nostri brani, il viaggio come esperienza, come curiosità, come modo di allargare gli orizzonti e  di arrivare con bagagli di sensazioni ed emozioni nuove.
In questo disco questi percorsi diventano “navigabili” da un brano contenuto in esso “Mercante” che ha un forte clima marinaresco-piratesco. Freak, fortunatamente per noi, ha voluto appunto salire a bordo. Lo conoscevo da molti anni, grazie a mio padre, che mi ha fatto scoprire in giovane età gli Skiantos…ed è stato amore a prima vista per sti pazzi scatenati. Ho visto moltissimi concerti live degli Skiantos, riuscendo a conoscere bene Freak (grazie al fatto che lui era una persona umile,disponibile ed alla mano) e a diventarci amico. Da lì, a progetto OneManPier avviato, ho provato semplicemente a proporgli di cantare un brano con me e lui , anche qui, è stato disponibilissimo. Ed ecco nascere il pezzo “Disorientato ed Assente”
-Tre cover nel tuo ultimo album: Quel Motivetto che mi piace tanto, Atmosphere, Punk prime di te, ci spieghi la tua scelta?
-Allora….“Atmosphere” riarrangiamento folk-reggae di un brano dei Joy Division.
Questo mitico gruppo new wavw-post punk, per me è un altro punto di ispirazione, amo la loro musica, per cui ho semplicemente tentato di rileggere un loro brano così cupo e malinconico, in veste “cantabaristica”, quindi alla mia maniera.
“Punk (prima di te)”è una cover dello storico brano di Enrico Ruggeri realizzata in aprile di quest’anno da me ed Ariele Frizzante (alias Mr Grankio, cantante della punk rock band PAY, storico gruppo underground italiano, altro grande collaboratore di Freak). Questo brano è nato per omaggiare Freak, appena dopo la sua scomparsa. La scelta di “Punk (prima di te)”? ….semplice…Freak è stato PUNK PRIMA DI TUTTI in Italia!!
“Quel Motivetto che mi piace tanto” invece ci piaceva come pezzo…è irresistibile! Inoltre dovete sapere che tra i nostri vezzi, c’è anche l’uso di un piccolo strumentino a corde detto ukulele e, nel modo ukulelista, il rifacimento di vecchi pezzi anni 30/40 è molto comune, oltre al fatto che ci voleva qualcosa di bello, orecchiabile e tosto per aprire i nuovi live e per aprire un disco.
-In quali posti ti piace di più suonare, in quali no?
-Ogni posto ha i suoi pro ed i suoi contro. Come ogni serata ha la sua storia, per cui non abbiamo posti che ci piacciono e posti che non ci piacciono, diciamo che viviamo alla serata; forse l’unica cosa che veramente ci fa piacere è quando abbiamo uno stretto contatto col pubblico che ci sta davanti, perchè è proprio in situazioni così che riusciamo ad esprimerci al meglio.
-Un vostro punto debole, un vostro punto forte

-Punti deboli..mmmm…ne abbiamo come tutti, in campo musicale, creativo, ecc ecc., ma alla fine suonare aiuta a crescere ed a migliorarsi, perciò ci sentiamo in continua evoluzione e non arriveremo mai alla perfezione. Punti deboli ce n’è e ce ne saranno sempre! Punti a favore…di sicuro l’entusiasmo, la vitalità, la voglia di crederci e di fare.

Per approfondire la vostra conoscenza su OneManPier ascoltate l’intervista radio nel programma Sound&Vision On Air, in onda Lunedì 15 dicembre dalle 21,00 alle 22,00 sulle frequenze di Radio Vicenza, o scaricate il podacast dallo spazio CRM 2.0 all’interno del sito di Radio Vicenza.

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