Interview: KILL YOUR BOYFRIEND

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INTERVISTA ESCLUSIVA a Matteo Scarpa dei KILL YOUR BOYFRIEND
di Ale Riptapes – Foto by Luca Latini

1. Ciao Matteo benvenuto, puoi spiegare ai lettori di Sound and Vision chi sono i KYB? Qual’è il tuo ruolo all’interno della band?
Ciao Ale! Allora i Kill Your Boyfriend nascono nel 2011 a Treviso. Attualmente la band è formata da Antonio Angeli batterista, e da me, cantante/chitarrista. Colgo l’occasione anche per salutare e ringraziare Nicolò De Giosa e Alberto De Grandis che ci accompagnano alternativamente, come chitarristi, nei live, Marco Fontolan, con cui avevo fondato il gruppo e che ci ha lasciato nel 2014, Roberto Durante che, come tastierista, ha partecipato ai primi live oltre a suonare anche nei 2 album, “Kill Your Boyfriend” (2013) e “The King is Dead” che è in uscita il 29 Settembre p.v, ed infine Vittorio De Marin che ci ha seguito e supportato sin dagli albori oltre ad aver anche lui ha suonato in entrambi gli album.

2. Che strumentazione avete? Puoi darci qualche dato tecnico?
Ci sarebbe da fare un discorso qui. Per quanto riguarda i live, volendo optare per un formazione “comoda” per viaggiare ci siamo limitati a 3 elementi (2 chitarre e 1 batteria). Quindi abbiamo deciso di usare un sequencer per le linee di basso e drum machine. La linea di basso, oltre ad andare nell’impianto, entra anche su un amplificatore da basso Hughes and Kettner, in modo tale da dare la sensazione di un basso “live” da palco, molto utile anche per noi. La batteria vera di Tony viene invece mixata con le drum machine. Per le chitarre usiamo un Fender Silverface Bassman 10 (io) collegato ad una Gibson Melody Maker o ad una Danelectro Dead On 67 tramite una seria di pedali quali distorsioni, fuzz, delay, riverberi, flanger, phase modulator etc.. mentre, a seconda che venga Alberto o Nicolò a suonare l’altra chitarra, possiamo contare su un testata cassa Orange AD30 o un Fender Twin Reverb collegati sempre attraverso una serie di pedali effetto ad una Fender Jazzmaster o una Stratocaster o una Gibson Les Paul. Poi ci sarebbero da considerare anche quegli elementi, soprattutto synthbass e tastiere, che, pur non comparendo sul palco, usiamo in sala o a casa per la composizione quali Korg MS10 e Korg Polysix, Arturia Minibrute, Hammond. In futuro vorremmo che la band fosse più duttile, potendo così aver la possibilità di suonare in duo o introducendo anche altri elementi (cosa che ci piacerebbe molto). Comunque sono idee che stiamo già sviluppando ma non penso che presenteremo nell’immediato. KYB 2 250x166 Interview: KILL YOUR BOYFRIEND

3. Di cosa parlano i vostri testi?
I testi raccontano di miei esperienze personali, situazioni o episodi successi a persone che conosco, a volte descrivo abitudini o manie mie o di chi mi sta intorno. Il tutto però sempre tramite metafore o immagini in modo tale da lasciare una propria interpretazione ad ogni ascoltatore. Nel nostro nuovo disco “the King is Dead”, pur non volendo, mi sono accorto che nei testi compariva spesso il concetto di “perdita” sia da un punto di vista metafisico/spirituale sia da uno prettamente materiale, forse determinato anche dal periodo che stavo vivendo.

4. Quali sono i gruppi che hanno maggiormente influenzato i KYB?
Ce ne sono tanti! Dai Velvet Underground ai Jesus and Mary Chain passando attraverso la scena postpunk/no wave (Suicide, Joy Division, PIL giusto per citarne qualcuno) senza dimenticare i Sonic Youth o i My Bloody Valentine o i Kraftwerk. Insomma tanti, e ce ne sarebbero ancora da dire. Poi comunque pensiamo che ogni ascoltatore senta l’influenza che vuole nelle nostre canzoni, alcune volte abbiamo sentito dei paragoni che ci hanno lasciato proprio sbalorditi.

5.Oggi va tanto di moda parlare si “shoegaze” e “psych fest”, sai di cosa si tratta? Voi dove vi collocate?
Innanzittutto vorremmo dire che ci piacerebbe non aver un’etichetta precisa, anche perchè consideriamo la cosa limitante. A noi interessa scrivere belle canzoni, o quantomeno belle secondo noi, e, trasportati dal flusso di coscienza, lasciamo che sia la canzone stessa ad autodeterminarsi. Quindi che questa risulti più postpunk o shoegaze, più dark o electro non ci interessa. Prevedo in futuro che ci saranno canzoni anche prive di chitarre. Quello che più ci preme è che il pubblico riconosca il “carattere” della band in tutte le nostre composizioni. Questo è il nostro intento. Comunque se proprio dovessimo collocarci, almeno per i lavori fatti fino adesso, ci definiremo una band postpunk a tratti noise/shoegaze con sprazzi di psichedelia. Tornando invece alla prima parte dell tua domanda, riteniamo che quei due termini vengano usati spesso ed alcune volte a sproposito, forse per la smania di seguire un filone che va molto in questo periodo. Quindi ci troviamo di fronte a band o festival che si definiscono tali pur non avendo nulla a che fare con il genere. Questo può creare una certa confusione soprattutto verso quelle persone poco informate.

6. Puoi anticiparci qualcosa sul live del 20 settembre? Suonerete al Majo a Piazzola sul Brenta giusto?
Si, giusto! Il 20 settembre suoneremo al Majo. Per l’occasione presenteremo molti pezzi dell’album nuovo e contiamo d’aver già qualche copia del vinile di “the King is Dead” (ah si non l’avevo detto che il disco uscirà solo in vinile) da poter vendere.

7. Oggi quali sono secondo te le bands che spaccano più il culo? Puoi consigliarci qualche uscita fresca fresca oppure qualche perla del passato che è stata poco considerata fin’ora?
Anche qui ci sarebbe un lungo elenco di band, secondo noi . Rimanendo nel suolo italico, tra le tante nominiamo: i New Candys, appena entrati nell’etichetta Fuzz Club, gli His Electro Blue Voice, i Father Murphy con i loro live sempre molto intensi, i Melampus e vorremo dirne tante altre ma penso non ci basterebbe lo spazio.

kyb kingisdead def copertina Interview: KILL YOUR BOYFRIEND8. State lavorando a qualcosa nuovo in questo periodo?
Come immaginiamo si sia capito, il 29 settembre uscirà il nostro nuovo disco “The King is Dead” sempre sotto la nostra amata etichetta Shyrec. Il disco è stato prodotto in collaborazione con Luca Giovanardi, chitarrista dei Julie’s Haircut, e mixato da Gabriele Riccioni presso il Bunker Studio di Andrea Rovacchi a Rubiera (MO). L’artwork è stato fatto dall’illustratrice/grafica Marta Muschietti. Comunque, come già ti accennavamo, stiamo già lavorando sul nuovo materiale che avrà sonorità nuove, più vicine alle “Death List” presenti nell’album giusto per intenderci, ma non vogliamo anticiparvi di più.

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