GRIMOON

INTERVISTA ESCLUSIVA

AI

GRIMOON

Chi eravate prima di diventare Grimoon. Raccontateci la vostra esperienza passata e presente
Io, Solenn, ero una studentessa di cinema!! Non avevo mai suonato ne cantato. Amavo la musica e mi divertivo a scrivere…Incontrando Alberto nel 2003 ho iniziato a scrivere testi di canzoni, cantare e infine suonare. Alberto invece suonava già in due band del ‘veneziano’, i Libra e i Travolta. Quando ci siamo conosciuti, aveva delle canzoni nuove, molto diverse dai generi di queste due band in cui suonava. Ed è così che abbiamo deciso di creare i Grimoon…

Cos’è il ‘Collettivo Grimoon’? Lati positivi e negativi di una band ‘a conduzione familiare’.
Beh, direi che i Grimoon sono forse più che un collettivo, una band, con due leader/cantanti che sono una coppia, nella vita e nell’arte. In questo caso la ‘conduzione familiare’ aiuta a portare avanti le cose: essendo in due a ‘tirare la baracca’ è forse più facile alle volte.

Dal vivo proponete una sorta “concerto-cinema”, la musica è colonna sonora e l’immagine parte portante, o viceversa?
Forse in passato, durante i nostri live, la musica ha avuto più importanza dei video: le immagini erano un commento visivo alla musica, ma senza mai essere un mero contorno. Sono sempre stati importanti ed estremamente collegati al nostro sound. Non le abbiamo mai pensate come riempitivo ma come espressione artistica a sé. Adesso, con il nuovo lavoro (“Vers la Lune” album+film) le immagini sono diventate più forti, più convincenti, più professionali. Negli anni abbiamo sviluppato una grande passione e una certa esperienza nel settore del cinema animato e i video nuovi risentono ovviamente di questa evoluzione. Il nuovo live assomiglia un po’ di più ad una sonorizzazione dal vivo, anche se ci prendiamo comunque tutte le libertà del live.

Vista questa simbiosi tra  suono e immagine, come nasce un vostro brano?
Anche in questo caso le cose sono cambiate nel tempo. Fino a qualche tempo fa, solitamente, era la musica ad influenzare le immagini: prima scrivevamo le canzoni, poi pensavamo alle storie visive da abbinarci. Ovviamente non era una regola: capitava anche di avere idee di video o di tecniche che volevamo sperimentare e creare dei brani apposta. Ricordo per esempio di un brano, “Film d’horreur” tratto dal nostro primo album “La lanterne magique”. Io volevo girare un video di ‘paura’ (ovviamente a modo nostro) e abbiamo quindi creato una canzone apposta per questa idea. Nel tempo è successo sempre più spesso che le idee visive influenzassero la nostra musica, e questa tendenza l’ha proprio vinta con ‘Vers la Lune’ che è un vero e proprio film che racconta un’odissea nello spazio.

Sappiamo che avete un’intensa e variegata attività live, ma quali situazioni sono più adatte al “fare musica”dei Grimoon?
In realtà noi ci adattiamo molto alle situazioni in cui suoniamo. Certo, suonare in un cinema, magari anche antico o stilizzato (non un multisala per intendersi) è l’ideale perché anche i video trovano la loro misura. Ci è capitato di suonare in un posto mozzafiato in Germania a Lipsia. Era appunto un antico cinema di inizio novecento, un posto fantastico, si chiamava UT Connewitz. Bellissimo! Però la verità è che la differenza non la fa il posto in cui suoni ma la bellezza del pubblico che hai davanti e la sintonia che si può creare tra band, video e pubblico…

Che rapporti avete con il panorama musicale di oggi?
Negli ultimi anni il panorama musicale ‘indie’ italiano è molto cambiato ed è per molti aspetti diventato assai succube di mode e tendenze. Devo dire che questo ci rattrista molto e pertanto ce ne sentiamo molto molto esterni. Noi abbiamo sempre inteso il nostro ‘lavoro musicale’ come una ricerca, al di là di stili, generi, mode e quant’altro. Teoricamente la parola ‘indie’ dovrebbe sotto-intendere quello ma direi che le cose sono davvero cambiate. E quindi noi ci dissociamo da questo e continuiamo la nostra strada, liberi e veramente ‘indie’. La nostra etichetta, la Macaco Records va esattamente nella medesima direzione! I compagni di label, i Margareth e anche gli americani Manuok la pensano come noi!

Siete a conoscenza dell’esistenza di altri gruppi che hanno lo stesso approccio alla musica, esiste un filone specifico in Italia o all’Estero?
Se intendi di simbiosi totale tra immagini realizzate dalla band e musica abbinata, non siamo a conoscenza di nessuno che lo faccia in questa maniera. Un nostro amico di Treviso, Vittorio Demarin, aveva fatto un progetto del genere che si chiamava Almanacco. Ma era solamente un progetto, non una band. E del resto non sono a conoscenza di altre esperienze simili. Forse Michel Gondry quando aveva la band molti anni fa lo faceva, ma non sono sicura.

Se voi foste spettatori di voi stessi, come vi vedreste dal vivo?
Probabilmente penseremo che siamo matti!

Progetti futuri: ‘Verso la Luna’ e poi a spasso per la Galassia?
Ancora non sappiamo cosa ci sarà oltre la Luna…non ci abbiamo  pensato: siamo tutt’ora in orbita! E stiamo bene lì, per un po’…

 

 

 

 

 

 

 

facebook INTERVIEW: GRIMOONtwitter INTERVIEW: GRIMOONgoogle INTERVIEW: GRIMOONtumblr INTERVIEW: GRIMOONemail INTERVIEW: GRIMOONpinterest INTERVIEW: GRIMOON