DUEMENBAND

Intervista esclusiva a DUEMENBAND

Cos’è per voi la musica? Come nasce l’esigenza di suonare? Come cresce e si evolve con voi?
La musica non è qualcosa di ben definito. È una parte integrante di noi stessi. Come un braccio, una gamba. È un insieme di cose che nasce da dentro e si manifesta come musica. Sentimenti, emozioni, persone, viaggi, delusioni. La musica è esprimere noi stessi.
Nel vostro singolo si parla di un dandy e un ciambellano. Chi sono?
La canzone parla di tre diverse storie: il dandy, il ciambellano e il brigadiere. Sono tre persone che vivono il tedio della vita quotidiana sentendo sulle spalle anche il peso dell’essere comandati da chi sta al governo. Il Dandy rappresenta la persona radical chic, lo yuppie, o anche il punk. Insomma le persone che si raggruppano -e raggruppano gli altri- in movimenti sociali (e umani) che si riconoscono perché hanno delle cose in comune. Che esistono solo perché esiste il loro “branco”. La loro moda. E che al di fuori del gruppo perdono identità. Il ciambellano invece rappresenta il padre di famiglia, il lavoratore incallito, l’essere umano completamente alienato dal proprio lavoro. Il brigadiere invece è simbolo della legge. Dei lavoratori statali. Un particolare ramo lavorativo di cui spesso si parla, in bene e in male. Nel ritornello poi si parla di un’altra storia d’amore. Il racconto di chi prende consapevolezza di ciò che gli sta attorno. Della quotidianità alienante, del lavoro ossessivo, dei favoritismi, dei malaffari, della cattiva politica. Parla delle persone che cercano di liberarsi dallo schifo che le circonda. E ci riescono grazie momenti belli e preziosi della vita. Come quando si fa l’amore, per l’appunto.
Come nasce un vostro brano?
Non c’è uno schema preciso. Si inizia con un’idea di uno dei due. Può essere una melodia, un riff di basso, un un’insieme di accordi di chitarra, una jam. Altre volte nasce prima il testo, e poi attorno costruiamo il resto. Di solito si propone un’idea. La suoniamo. La discutiamo davanti a un bicchiere di vino, step fondamentale per la buona riuscita del lavoro. E poi il resto pian piano si forma da se. Cerchiamo di far sì che le nostre canzoni prendano forma in maniera il più possibile naturale.
Definite il vostro sound.
Molti dicono che siamo folk. Altri pop. Altri semplicemente ci chiamano cantautori. A noi piace pensare di fare “Musica italiana”. Ci piace fare musica che sia espressione del nostro territorio, ma che si espanda anche in altre terre. Prendiamo ispirazione  dai grandi cantautori, come De André, Guccini, Gaber, Battisti e Mogol, Dylan, Aznavour. Ma anche da molti altri come i Buena Vista Social Club, Eddie Vedder, Goran Bregovič, Raphael Gualazzi, Caetano Veloso, i Beatles, Manu Chao, John Bulter, Miles Davis… la lista potrebbe andare avanti all’infinito.
Com’è essere un duo? Vantaggi e svantaggi.
Il vantaggio è che siamo in due. Si lavora bene, ci si capisce al volo, e si è anche comodi: possiamo suonare quando, dove e come vogliamo. Sia un’osteria, una bar, un palco o una strada. Montiamo la strumentazione e siamo subito pronti a suonare. Pochi, ma buoni, insomma. In questo ci aiuta molto la nostra impostazione acustica. Lo svantaggio invece è proprio che siamo in due. Cioè siamo limitati dal fatto di essere pochi a dover gestire diversi strumenti e diversi suoni. Quindi si manifestano delle difficoltà sul piano tecnico. Dal vivo non possiamo fare tutto ciò che vogliamo, musicalmente parlando.  Dovremmo avere quattro braccia a testa.
Siete su tutti i social. Quanto è importante oggi per una band essere attivi in rete?
È molto importante. Non solo in termini di “self branding”, ossia di promozione di se stessi, della propria musica e del proprio lavoro. Le piattaforme sociali, oltre ad essere un mezzo per informare, sono anche uno strumento fantastico con cui informarsi. Cronaca, arte, musica, temi sociali, viaggi: tutto passa attraverso i social. Per questo, se usati nel modo giusto, diventano una grande fonte di informazione e di cultura.
Chi dovete ringraziare per avervi fatto diventare ciò che siete?

Innanzitutto i nostri genitori. Senza il loro sostegno non avremmo combinato niente. Entrambi suoniamo da un sacco di anni e le nostre famiglie hanno sempre supportato il nostro desiderio espressivo. Il primo ringraziamento va a loro e a tutti gli amici che ci sostengono. Poi un grazie va  a chi ci ha fatto scoprire l’universo della musica professionista. Da poco infatti siamo entrati a far parte di un’etichetta: la Tomobiki Music. U gruppo con sede a Milano che ci direziona verso la giusta strada per fare musica in maniera professionale.
Rapporti con il panorama musicale underground.
Noi facciamo parte del panorama musicale underground. Da sempre. Quindi possiamo dire che la musica italiana si può riassumere con la vecchia immagine dell’iceberg. Quello che si vede è solo una piccolissima parte del tutto. L’underground è vivo. Respira. Si muove. Si evolve. Nascono ogni giorno nuove idee, nuove culture, nuovi suoni, nuove poesie. Concerti, happening, teatro, musica di strada, musica e letteratura. L’elenco è lunghissimo. L’underground è la culla vitale dell’arte. Tutto parte da qui. Non valorizzarlo è stupido e controproducente.
Un punto debole e un punto forte.
Un punto debole, come si diceva prima, è l’essere un duo. Pochi e con tanta voglia di esprimersi. Quindi con tutte le difficoltà tecniche che ne derivano. E per di più un duo di cantautori. Genere che spesso è poco apprezzato da chi ti ascolta. Un nostro punto forte invece è l’onestà. Ci impegniamo fortemente perché la nostra musica sia onesta e sincera. Ciò che facciamo deve rispecchiare ciò che abbiamo dentro. I nostri sentimenti. Le nostre storie. La nostra terra. Le nostre tradizioni. La nostra voglia di vivere.

Se volete conoscere meglio i DueMenBand, ascoltate l’intervista radio durante la trasmissione Sound&Vision On Air, in onda Lunedì 5 gennaio 2014 sulle frequenze FM di Radio Vicenza, 100,3 e in streaming www.radiovicenza.com alle 21,00
in alternativa
scaricate il podcast da www.radiovicenza.com, accedendo allo spezio CRM 2.0 freemusic – l’altramusica, a partire dal 6 gennaio 2014

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