COLORS VOID

INTERVISTA ESCLUSIVA
AI
COLORS VOID

Chi eravate prima di essere i ‘Colors Void’, quando lo siete diventati e come si è evoluto il vostro percorso personale e di gruppo?
In principio ognuno ha iniziato con uno studio individuale del proprio strumento e la band è stata per quasi tutti la prima esperienza di “gruppo”. Con gli anni la formazione è cambiata (Riccardo e Lorenzo sono gli unici membri originali rimasti) fino alla line up attuale. Durante questa esperienza ognuno ha iniziato altri progetti paralleli secondari ai Colors che tuttora porta avanti.

“Colori svuotati” o “Vuoto di Colori”?
La traduzione da noi scelta e accolta è “Vuoto di colori”. Inizialmente era solo “Colors”, poi è stato deciso di aggiungere “Void” per dare un significato più profondo e ossimorico, data la contrapposizione tra i due termini. Il nome ci rispecchia in quanto ognuno di noi porta con sé le proprie esperienze ed influenze, i nostri “Colors”, per poi aprirsi al lavoro di gruppo senza però snaturare quello che siamo, passando da un’idea individuale ad un qualcosa che esprime l’unità come band.

’Silent Yells’, brano inserito nella seconda compilation di S&V, traccia da subito i tratti fondamentali del vostro sound, ci riuscite ad introdurre nel vostro mondo attraverso una breve descrizione del pezzo sopraccitato?
Con ‘Silent Yells’ abbiamo voluto rispolverare il concetto di rock-ballad dandogli delle sonorità più moderne e al passo con i tempi. Il testo tratta una tematica attuale cioè quello che è il problema legato a noi giovani ed alla difficoltà di comunicare quello che sentiamo e pensiamo. Con questo vogliamo esortare tutti ad “urlare” le proprie idee e pensieri che troppo spesso restano silenziosi.

Come nascono i vostri brani: testo, melodia, arrangiamenti?Di cosa parlano?
Tutti i brani nascono da un lavoro di gruppo dove ognuno porta le proprie idee e con esse le proprie influenze musicali. I testi molto spesso vanno a parlare di esperienze personali che ci hanno segnato (positivamente e negativamente), problematiche sociali del nostro tempo, ma al contempo non mancano temi divertenti e spensierati.

Vi siete formati nel 2010 e nel 2014 avete dato alle stampe il vostro primo EP omonimo.“Colors Void” è dunque il frutto di una maturazione musicale progressiva, o è esattamente ciò che volevate dall’inizio?
Con la crescita personale e l’evoluzione della formazione è maturato il nostro stile fino a definire le sonorità attuali riconoscibili nel nostro EP, che all’inizio della nostra esperienza non ci saremmo aspettati. Questo sta ad indicare che c’è una continua evoluzione del nostro sound che non sappiamo a cosa e dove ci porterà.

Se voi foste spettatori di voi stessi come vi vedreste dal vivo?
Noi ci vedremmo come una band in grado di coinvolgere il pubblico, soprattutto per l’energia e lo spirito che esprimiamo con i nostri brani e come un gruppo in grado di reinterpretare cover dando comunque un’impronta personale senza stravolgere l’originale.

Con quali palchi avete più confidenza?
Date le nostre numerose esperienze nei locali ci sentiamo a nostro agio in ambienti più ristretti ma, avendo suonato in palchi più grandi di eventi e festival, abbiamo dimestichezza anche con queste realtà che amiamo particolarmente per la carica e l’emozione che ci danno

Qual è il posto più bello dove avete suonato…e un posto dove vorreste suonare?
A pari merito i palchi che abbiamo più amato sono stati quelli del Motoraduno Born To Be Wild a Tezze sul Brenta e dell’evento Giovaninfesta a Bassano del Grappa dove la grandezza del palco e la partecipazione del pubblico ci hanno riempito di gioia.Il sogno resta quello di solcare il palco di qualche grande festival a livello nazionale e internazionale.

Progetti e programmi per il futuro?
Il nostro obiettivo, dopo la pubblicazione dell’EP, è quello di continuare a comporre per pubblicare in futuro il nostro primo LP e quello di ampliare sempre più il nostro pubblico.

Un  vostro punto debole, un vostro punto forte
Il nostro punto debole è sicuramente la difficoltà nel riuscire a dedicare il tempo che vorremmo alla musica e al gruppo a causa dei nostri impegni scolastici e lavorativi. Dalla nostra, come punto forte, c’è la grinta che contraddistingue la nostra giovane età, mossa dal grande amore per la musica che ci spinge a migliorare di continuo.

 

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