IGGY POP & THE STOOGES

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iggy02 IGGY POP & THE STOOGES

IGGY POP & THE STOOGES – Live
Villafranca (Vr) 27.07.2012 di LadyStardust

Fa caldo. Ancor più all’interno delle mura del Castello Scaligero di Villafranca Veronese. L’aria afosa e pesante rallenta le azioni e dà vita ad un’atmosfera che sembra quasi sospesa. Qualche ora prima dell’inizio dello spettacolo la magnifica location che ospita la serie di concerti di questa estate 2012 è ancora semideserta . Un’aria flemmatica intride i volti e le movenze di chi si aggira in attesa che la musica inizi. Gruppi di ragazzi bivaccano in compagnia di birre, acqua e panini sul prato antistante il palco. C’è chi si rolla l’ennesima sigaretta, chi sfoglia un libro, chi è intento a giocare col suo iPhone. Qualcuno ha l’aria sorpresa per l’esiguo numero di persone, altri invece hanno scritta sul volto la certezza che il castello si riempirà. È il nocciolo duro dei fan, quello che ha occupato i posti davanti alle transenne a ridosso del palco. Da quella fila trasuda un’energia che fa presagire come evolverà la serata.

I concerti iniziano. Il primo gruppo ad anticipare Iggy & The Stooges sono i torinesi Movie Star Junkies, il loro suono arrabbiato e melanconico compatta le presenze e inizia a scaldare gli animi. Seguono i bolognesi Cut, una rock band che colpisce non solo per le loro sonorità post punk, ma anche per la curiosa distonia tra forma e sostanza: quelle facce tutt’altro che rock entusiasmano il giovane pubblico che diventa sempre più adrenalinico. Il prato incomincia ad infittirsi sempre di più e le prime file si serrano. È il momento degli Orange, il gruppo  di Francesco Mandelli ed Enrico Buttafuoco. La quiete di qualche ora prima si è completamente trasformata, i corpi ballano e si assiepano davanti al palco. L’attesa sale. Il lungo sound-check e la precisione meticolosa che tutto sia perfetto non fa che aumentare la trepidazione di chi ha scelto di essere lì. Quando si spengono le luci e il fumo inizia a invadere il palco, alle 22.15, un unico grande grido accoglie l’Iguana, che sulle note di “Raw power” dà inizio al suo sferzante spettacolo. È energia pura, vibrante, potente. I suoi salti e la mimica esasperata emanano una vibrazione che esalta il pubblico. Le prime file sono un delirio di corpi che pogano e saltano in un tripudio di braccia, urla e sudore.

E lui è generoso con chi è lì, senza arrestarsi mai, offre il suo petto nudo e nervoso mentre gli Stooges, dietro di lui, suonano a ritmo incalzante. Scott Asheton è alla batteria, Steve MacKay al sassofono, James Williamson alla chitarra e Mike Watt al basso. Dopo “Search and destroy” e “Gimme danger”, Iggy si rivolge direttamente al pubblico: “Dai, venite su!”. Chi lo segue da tempo sa che questa è una prassi, e non a caso si è messo in prima fila. È una gara a chi riesce a raggiungere il palco. La volontà di essere lì con lui fa fare acrobazie corpo su corpo e alla fine il gruppo di chi ce l’ha fatta balla e canta insieme all’Iguana “Shake appeal”. Si continua poi con “I got nothing” e “1970” per arrivare a “Fun house” che travolge e fa schizzare ancora di più gli animi. Ci sono tutti i pezzi forti “Beyond the law”, “I got a right”, “I wanna be your dog”,  “Kill city”. Prima di continuare con “Open up and bleed” Iggy intervalla con un breve graffiante discorso su giovinezza, bellezza e odio.  Il pubblico accalama. Quando la band rientra per il primo bis lancia una impetuosa “Penetration” e una travolgente “No fun”. Qui Iggy, inarrestabile, scende dal palco e si offre al contatto col suo pubblico sempre più infuocato. Continua poi con un’inaspettata “Louie Louie” e una vigorosa “Cock in my pocket”. Il concerto è quasi alla fine e Iggy prima di uscire non tralascia di slacciare la cintura e abbassare la vita dei pantaloni.

I suoi 65 anni non hanno incrinato la capacità di essere ancora un indomito animale da palcoscenico. E lo dimostra istrionicamente dopo il suo secondo bis. Si rivolge ad alcune ragazze con voce gentile, ne esalta la bellezza, ma con un repentino cambio di tono conclude con un “peccato che la vostra faccia carina stia per andare all’inferno!”. Esplode “Your pretty face is going to Hell”, terminata la quale l’Iguana esce definitivamente tra grida e applausi dopo aver energicamente schioccato la cintura sul palco come una frusta, quasi a dire: il domatore sono ancora io!

GALLERIA FOTO CONCERTO IGGY POP & THE STOOGES – Foto di D. Pensavalle

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