GROOVE ARMADA (London)

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groovearmada GROOVE ARMADA (London)

GROOVE ARMADA
O2 Brixton Academy, London di Emanuela Virago & Attila

Il 2010 è stato un anno esplosivo per i Groove Armada. Black Light, il loro sesto album pubblicato lo scorso gennaio, ha girato l’intera Europea, America ed Australia tra festival, concerti ed eventi privati. E cosa succede? Che Tom Findlay e Andy Cato annunciano che quella del 16 ottobre è stata la loro ultima performance come band dal vivo e che d’ora in poi si vogliono concentrare su altri progetti. In effetti quella sera alla O2 Brixton Academy di Londra si respirava un’aria strana e il concerto è stato un misto di emozioni contrastanti, tra grande euforia e sottile tristezza. Però i Groove Armada hanno danno il meglio e forse anche di più perché SaintSaviour, la loro nuova frontwoman, è impressionante dal vivo, un vero miracolo della natura: potente nella voce, energica nelle danze e con degli abiti scenici che cambiano dal sobrio al folle senza mezze misure. E quando ha cantato “Look Me In The Eyes Sister” e “I Won’t Kneel” il pubblico è andato in completo delirio. Lei non è stata l’unica vocalist della serata, c’era anche MC M.A.D., una vecchia conoscenza, con i capelli cresciuti e un po’ appesantito dall’ultima volta che l’avevamo visto on stage ma sempre carismatico e voce ragga per eccellenza dei più bei pezzi dei Groove Armada. Impossibile stare fermi sulle note della conosciutissima “Superstylin’”. E’ stata una serata strana, alle 21 eravamo già all’ingresso dello splendido teatro che dal 1983 ospita i migliori concerti in città, ma l’attesa fino a mezzanotte è stata estenuante come poche. Nemmeno il set di Retro/Grade, aka Serge Santiago e Tom Neville, giovane duo di produttori inglesi che hanno fatto da band di supporto a tutto il tour inglese, è riuscito a rilassare gli animi. Perché tutti erano lì per loro. Perché tutti non aspettavamo altro che risentire i pezzi che hanno fatto la storia del gruppo e il nuovo album dal vivo (che nulla ha a che vedere col cd). E non sono mancate le più grandi hit come “My Friend”, “Cards To Your Heart”, “Fogma” e “Madder”. L’ultimo ricordo, quando la band ha lasciato il palco, è stato quello di una cascata infinita di palloncini bianchi e argento caduta dal cielo, lo scoppiettio incessante – come una miriade di fuochi d’artificio -, la gente col naso all’insù. E il magone per aver capito che quello era davvero ‘l’ultimo’. Chissà se l’hanno realizzato anche loro.

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