GALILEO, UNO DI NOI, MEGLIO DI NOI

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paolini GALILEO, UNO DI NOI, MEGLIO DI NOI

MARCO PAOLINI “GALILEO, UNO DI NOI, MEGLIO DI NOI” di Lara Lago
Galileo Galilei: un anticonvenzionale, un aperto al dubbio fino alla fine, fino alla vecchiaia. Un eroe moderno, così moderno da sembrare antico. E antico Galileo lo è davvero, di 400 anni, ma non per Marco Paolini che l’ha portato in scena con uno spettacolo “Itis Galileo” da sold out. Un monologo in perfetto suo stile che fa sorridere il pubblico ma soprattutto lo fa riflettere. Ma perché confrontarsi con un personaggio vissuto così in là nel tempo? Perché essere geniali in circostanze difficili può essere un problema, soprattutto per gli altri. Galileo Galilei appare agli occhi dei contemporanei come un grande divulgatore dei propri studi, ma soprattutto come una mente che rimane aperta al dubbio, fino alla fine, fino alla vecchiaia. Lo scienziato, come l’intellettuale, il pensatore, non si mette mai in pensione con la testa. Anzi, raggiunge le sue scoperte più importanti dopo i 60 anni. Ma Paolini nel suo spettacolo parla di un altro punto in comune dei nostri giorni con quell’epoca, ovvero la volontà di affidarsi alla magia per governare il futuro. “Viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro- spiega Paolini- Sarà perché le leggi dell’economia non sono leggi matematiche e contengono una componente di caso molto rilevante, sta di fatto che il nostro mondo cerca consolazione negli astri. E mi stupisce che 400 anni dopo la post rivoluzione copernicana, tutti i giorni molti tra noi consultino le previsioni dell’oroscopo che utilizzano le stelle fisse di Tolomeo. Alla fine non importa se il cielo non è così, perché quello che conta è che ci piace. Ma io al destino non ci credo.” Con “Itis Galileo” Marco Paolini, è un attore che diventa personaggio e presenta una sorta di lezione scolastica, ma non da liceo, piuttosto da istituto tecnico. Lo spettacolo, ideato con Francesco Niccolini e realizzato con la consulenza scientifica di Stefano Gattei e la consulenza storica di Giovanni De Martis, fa ragionare il pubblico. E quando, prima di salire sul palco, gli chiediamo con che spirito avrebbe portato il suo spettacolo al Comunale di Vicenza, ci risponde: “Spirito? Nessuno spirito. Fare teatro è come guidare un’automobile. Meglio rimanere bassi con l’alcol.”

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