FATBOY SLIM @ RIVOLTA (VE)

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FATBOY SLIM @ RIVOLTA (VE)
14 Febbraio 2015 – Di Enrica Sampong – Foto di Riccardo Rizzetto
Uniamo pure le due parole magiche: Carnevale e Venezia. Un binomio che a dir la verità di norma mi inquieta; Amo la laguna, un po’ meno quando è invasa dal Carnevale. Ciononostante devo ammettere che la famosa festa in maschera, se danzereccia, mi alletta particolarmente. A maggior ragione se è prevista una line-up imperdibile dal punto di vista culturale musicale.

Il 14 Febbraio 2015 è ritornato a Venezia (C.S.O Rivolta) Norman Cook – dal 1995 con lo pseudonimo Fatboy Slim – colui che ci ha fatto saltare dagli anni Duemila (per i suoi coetanei già dalla metà degli anni 90) nei classici fine serata da semi sbronzi con pezzi che, se si pensa di non conoscere, li si conosce invece a prescindere, in quanto sono entrati nel nostro cervello tramite il subconscio (Right Here, Right Now o Bird of Pray, per esempio). Fatboy Slim ha fatto la storia mondiale della dance music e con quest’ultima ancora tutt’oggi risulta connesso durante i suoi set, tanto da riuscire a far ballare i più differenti tipi di umani.

fatboy slim02 250x166 FATBOY SLIM @ RIVOLTA (VE)Ad aprire le danze e a tenere altissime le aspettative della serata sono stati gli Auza, onnipresenti ai parties targati Trash-Dance, i quali hanno avuto la grande possibilità di esibirsi (sì, loro oltre a mettere la musica giusta al momento giusto fanno anche show) sia nell’Hangar (dalle 20.30), che nel Nite Park dalle 2.00 in poi. Tra gli altri nomi Lele Sacchi, Andrew Sprint, Metkis e The Snippet, i quali anche loro hanno raggiunto a massimi voti l’obiettivo: non far smettere mai di ballare. Hanno concluso Spiller, che si è presentato all’interno di un altissimo costume da orso, e Chumscrubber nello stage adiacente.

Solo per i coraggiosi dall’animo leonino dalle 4.30 c’è stata la possibilità di ballare ancora e ancora (fino all’orario del classico pranzo domenicale a cui non ci si presenta mai) al Phobic Club, a pochi minuti dal Rivolta. Non posso negare meritasse a tutti gli effetti: elettronica, dupstep, hip-hop e techno di qualità, abbinata sicuramente ad una buona quantità di vodka redbull.

Se il Carnevale è la festa dell’allegria posso confermare che in più di 12 ore di musica era alquanto impossibile non essere frizzanti e briosi. Il tutto grazie alla collaborazione di Altavoz, Cirq, Crocodiles in Venice, Do Not Friday e On the Pulse.

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