Exclusive interview: THE DIRTIEST

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Intervista esclusiva a Fabio Ghiribelli (The Dirtiest)
a cura di Madnuts e Ale Riptapes

S&V: Ciao, presentatevi ai lettori di Sound and Vision, chi siete, da dove venite?
D:
Ciao noi siamo i Dirtiest, un duo composto da batteria e chitarra e veniamo dalla Toscana.

S&V: Fabio hai avuto precedentemente dei progetti interessanti nel panorama garage toscano, a differenza di allora come la vedi cambiata la scena? Si direbbe che il garage sia un genere molto più popolare rispetto a 6/7 anni fa(vedi la nova ondata di band americane che stanno facendo il botto), che ne pensi?
D: Non essendo di primo pelo devo dire che son passato dentro molti generi musicali durante gli anni della crescita,sinceramente negli anni 90 ero attratto da noise e new wave, non seguivo la scena garage ,anche perché come hai giustamente detto,c’era qualche band sparsa qua e là che magari cercava di rifarsi alle band garage del passato,ma c’era anche  la corsa al digitale e quindi anche le registrazioni erano molto fredde,ed in più “il telescopio non era puntato su di loro”. Mi ricordo che all’emporio Senese(negozio di strumenti toscano molto fornito) c’era una parete di vox Ac30 accatastata,che non interessava a nessuno…adesso mi mordo le mani a pensare che ne avrei dovuti comprare di più, sopratutto nel periodo Extreme. Io comunque ho sempre suonato roba mia e di cover ne avrò sapute rifare tre in tutto,quindi la sperimentazione è sempre stata la mia strada.Ricordo che mi innamorai perdutamente di “Soul glitter e sin.”dei Thee Hypnotics, per anni ho cercato musicisti per suonare quel garage mischiato con Nick Cave,il surf e la psichedelia,senza risultato. La mia opinione è che anche le band new garage o comunque che si riferiscono ai 60/70 sono interessanti oggi ,quando non si limitano a scopiazzare ma ci mettono tanto del suo,guarda i vari Thee oh sees,anche Black Lips, riprendono le tecniche di registrazione spesso degli anni 60 ma poi lasciano trasparire influenze diverse. Amiamo band come, Bazooka e Jc Satan, Cosmonaut, TraditionalsFools, Ty Segall, perché appunto hanno un suono tutto sommato che si rifà al passato,ed ognuno di loro pesca dal garage, ma poi esce qualcosa di diverso e personale,questa è la mia opinione.

the dirties 031 150x150 Exclusive interview: THE DIRTIESTS&V: Con la Billy Boy ti stai facendo conoscere parecchio in Italia, com’e’ nata questa avventura? Parlaci un po’ del prodotto Billy Boy.
D: Le chitarre Billy Boy sono state in primo luogo,la voglia di costruirmi il modello perfetto: Diciamo che quando cominciai a conoscere gli strumenti vintage,un po’per il loro suono sempre diverso e puro(anche quando si trattava di legni poco pregiati e plastiche varie) ed un po’ per le forme ,sopratutto quelle dei costruttori italiani degli anni 60.Mi resi conto che difficilmente c’erano strumenti nuovi che potevano competere con essi,se volevi avere una impronta vecchio stampo. Quando intrapresi il periodo “Los Dragos” poi,mi ci voleva qualcosa di veramente particolare da accostare alla mia Inter-mark giapponese,già modificata da me dato che era poco funzionale quando la presi. Mi sono messo a smontare,rimontare,fare ponticelli,accostare materiali…. Piano piano,e non finirò mai di imparare,sto cercando di arrivare a far suonare strumenti nuovi costruiti anche con legni decenti,e non solo scadenti,come strumenti vintage,ma sinceramente non sempre ci riesco. Spesso è l’elettronica che “non mi segue “. Intendo dire che i costruttori di pickup moderni spesso fanno pickup troppo potenti e freddi. Una chitarra che sto costruendo è che sarà la punta della freccia della mia linea è la “Diabolica“. Costruita in un unica tavola di mogano. La prima ha cominciato ad avere il suono giusto quando ho preso tre pickup di una vecchia Hondo(copia Fender) e li ho montati. Questa operazione infatti ha influenzato la mia ricerca sonora sull’elettronica.

S&V: La Slovenly vi ha contattato per pubblicare un singolo … una bella dritta direi, ne siete contenti? Con quali pezzi parteciperete?
D: Si la Slovenly sembra rimasta molto colpita dal nostro progetto,ha optato per far uscire un 7″con “Alarm“e “It’s all coming back“. Noi siamo molto felici di uscire per Slovenly dato che gran parte delle band che ascoltiamo fanno parte di questa etichetta. Tab-Ularasa tra le altre cose ha già pronto il video per l’uscita del disco.

S&V: Che ne pensate attualmente della scena underground italiana? Quali sono le band che più vi piacciono e quelle che meriterebbero più attenzione ?
D: I Go!zilla,sono un ottima band e sono la dimostrazione che se muovi il culo anche all’estero puoi trovare terreno fertile. Golden Shower band formata dall’ex cantante dei Los Dragos e da Alessadro della Revenge events,adesso con loro è entrato anche Paolo ex Ray Daytona,i Ray Daytona stessi. I Rippers nostri amici da molto tempo sono sempre stati delle bombe,e per chi non li avesse mai visti,non perdeteveli la prossima volta che sono in zona. I grandi Sultan Bathery poi che stimiamo moltissimo. I Plastic man grandi amici,hanno fatto dei lavori favolosi. I B.M.C. ( Big Mountain County), thee Rathskellers, Sonic Daze. Nel panorama punk poi ci sono anche i Killer Penis….

S&V: Che strumentazione avete durante i live?
D: La strumentazione è in uno stato di modifica attualmente ,così come l’approccio a quello che facciamo. Parlando comunque del presente,le chitarre sono Billy Boy semi acustiche, Carved oppure Hollow, perché danno un po più di spessore a ciò che si può fare con una chitarra sola attualmente,all’interno di una band. Gli ampli,sono un Dolphins Vibe italiano(modificato abbestia), ed un Silvertone dei ’60 testa cassa,per adesso. Per i live più grossi,credo che userò anche il mio vecchio Vox Ac 30 del’63, modificato dall’ ormai scomparso Pistolesi. Per la batteria, Luca sul disco ha utilizzato una Gretsch egli anni 70. Adesso generalmente usa una Rogers Holiday dei primi 60. Rullante Ludwig supraphonic,piatti Paiste giant beat.

S&V: Quali sono i pro e i contro di una band composta da soli due musicisti come nel vostro caso?
D: Suonare in due oltre a divertirci,ci permette di essere molto veloci e costruttivi. Generalmente ci troviamo d’accordo su quello che vogliamo fare e anche quando abbiamo opinioni diverse cerchiamo il sistema per trovare una strada comune,siamo molto soddisfatti. Realmente non è detto però che non possa entrare un terzo elemento valido,purché abbia la testa giusta per la band.

the dirties02 150x150 Exclusive interview: THE DIRTIESTS&V: Progetti futuri?
D: Parlare del futuro non è facile,spesso c’è molto divario tra quello che credi di essere o che vorresti essere e quello che invece sei.Tanto lavoro si basa su ciò che ci viene in mente e riproponiamo jammando in sala prove. Talvolta cose che credi che funzioneranno poi invece provandole insieme,non hanno il giusto impatto.L’idea di base è quella di fare puntate concentrate in periodi stabiliti all’estero,oltre che prendere date in Italia per quanto sia possibile. Appena esca il disco faremo sicuramente date in Europa.

 

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