ESTRA : Live Report

Estra

Live Report
ESTRA
Live @ New Age (TV) 11 Aprile 2014
di Francesco Nicolli

“E poi, eccoti tra la gente”. C’era molta attesa. Moltissima. Un’attesa lunga dieci anni. Tanto è passato dall’ultima esibizione live degli Estra, gruppo che negli anni Novanta, al fianco di Afterhours e Marlene Kuntz, era tra i portabandiera dell’indie rock italico, con all’attivo ben quattro album. Perciò, da quando è stato dato l’annuncio del reunion tour di sole quattro date (lo chiamiamo così anche se la definizione non è filologicamente corretta, visto che il gruppo non si era ufficialmente mai sciolto), è iniziato un lento countdown che ha visto il suo esaurirsi lo scorso 11 aprile, al New Age di Roncade. A casa, praticamente, per la band guidata da Giulio Casale, che nel frattempo ha intrapreso una brillante carriera solista, musicale e teatrale. Significativo il fatto che la “prima” del tour sia stata a 5 km da Treviso, città che ha visto nascere e crescere il progetto Estra: a fianco di Giulio, voce, leader e autore delle liriche, sono tornati sul palco Abe Salvadori (chitarra), Eddy Bassan (basso), Nicola Ghedin (batteria), con l’aggiunta, rispetto al quartetto originale, del polistrumentista Stefano Andreatta. In un New Age ovviamente e prevedibilmente “sold out”, il concerto è iniziato “a bomba”, con una delle canzoni più amate del gruppo, quella “Preghiera”, che ha squarciato un silenzio durato troppo a lungo e dato il via a un lungo ideale abbraccio di musica e parole tra il gruppo stesso e il pubblico.

Da un lato musicisti in forma e carichi a mille, che, sciolta l’iniziale giustificata tensione, ha sciorinato fin dall’inizio una scaletta spettacolare, con “Nordest cowboy” (sempre attuale, per molti versi),“Minimo”, “Miele”, “Soffochi”; dall’altro un pubblico emozionato, partecipe e via via sempre più gasato, composto perlopiù da ventenni…quelli degli anni ’90, però! Pur se mortificata da un’acustica non proprio ottimale (eufemismo), la calda, profonda e inconfondibile voce di Casale ha regalato momenti assai intensi, con esecuzioni toccanti di “Passami da dentro”, “Un varco”, “Signor Jones”, “Vieni”, brani magari più “intimi”, amatissimi, ai quali il gruppo ha sapientemente saputo alternare altri cavalli di battaglia come “Risveglio”, “Hanabel”, “Sacrale”, “L’uomo coi tagli”, “Non canto” e le scatenate “Dai recinti”, “Niente da dire” e “Fiesta”. E una vera “fiesta” è stata questo concerto, una festa di quasi due ore e mezza. Una festa attesa, appunto, partecipata e condivisa a livello fisico ed emozionale. “Felici i felici”, inizia così “Veleno che resta”, il primo inedito degli Estra dopo molti anni, che il gruppo ci ha regalato a metà esibizione. Credo di poter dire che a Roncade felici lo siano stati tutti, sopra e sotto il palco. E, dopo le date di Milano, Firenze e Roma, la bella sorpresa, per noi, è che potremo riascoltare Giulio, Abe, Nicola, ed Eddy il 18 luglio, alla prossima edizione dello Sherwood Festival! In questi giorni Giulio ha dichiarato che il progetto Estra durerà finché i suoi componenti si divertiranno. La speranza, per noi, è che il divertimento duri a lungo. Molto. “Passami da dentro, non chiedo altro, e non uscire mai”.

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