EDDIE & THE HOT RODS

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EDDIE & THE HOT RODS
FESTA RADIO ONDA D’URTO – BRESCIA – 15/08/2014

Sempre carina la festa di Radio Onda d’Urto a Brescia; parcheggio gratis, ingresso gratis dalle 19.00 alle 20.00 (dopo 5 euro), prezzi onesti di cibo e bevande. Unico appunto il terreno ghiaioso in cui si svolge il tutto: anche se preferisco il verde, questa volta tiferei asfalto. Sono a Brescia per gli Eddie & the Hot Rods, band leggendaria dell’epoca immediatamente precedente all’esplosione del punk inglese, anche se poi lo cavalcò con eccellenti risultati (l’album “Life on the Line” ad esempio). Alle 21.00 salgono sul palco i Mugshots, band bresciana che mi sembra influenzata da Alice Cooper, quantomeno nel trucco del cantante: non mi prendono e ne approfitto per fare un giro tra le bancarelle.
Seconda band spalla sono gli Apers, quartetto olandese che conosco marginalmente dall’epoca in cui Screeching Weasel e Queers erano il mio pane quotidiano. In realtà gli Apers sono una brutta copia delle band in questione, non so neanche perché riescano a suonare frequentemente in Italia quando è chiaro che ci sono parecchie band italiane pop punk/punk rock più interessanti di loro. Esterofilia allo stato terminale? Probabile. A me sembrano scontati e noiosi, magari ad un sedicenne sembreranno imprescindibili.

Verso le 23.00 salgono sul palco Eddie & the Hot Rods: sono in quattro e il sessantenne Barrie Masters alla voce mi sembra bello in forma, un gentleman inglese che sembra aver studiato qualcosa alla scuola di spettacolo “Rod Stewart”. I pezzi storici ci sono tutti, “Teenage Depression”, “Quit this Town”, “Life on the Line”, inframezzati dalle cover storiche suonate dai nostri, “Gloria” e “The Kids are Alright“. Si divertono e fanno divertire i presenti, compreso il solito gruppo di punkabbestia che farebbe casino anche se ci fosse una motosega amplificata, aiutati da superalcolici mal miscelati.  Finale con l’hit “Do anything you wanna do” e l’inaspettata cover di “Born to be Wild”. Ai bis la sola “Steppin’ Stone” dimostra che quelle sono le canzoni in scaletta, e bisogna accontentarsi.

Nel complesso promossi, me li vedrei bene in un bel pub inglese in autunno.

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