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EASY STAR ALL STARS @ Zion Club – Conegliano (TV) – 19 novembre 2009

di Tobia Fiorese

Sul palco salgano in sordina. La gente accorsa fuori settimana in questo club in pieno nordest non si accorge che sono già pronti ad iniziare con il loro sound. E quando attaccano, di scatto tutti si voltano e si preparano per iniziare quella danza raccolta che vien spontanea ascoltando il reggae-dub. Non c’è molta ressa sotto il palco e questo è un bene perché posso tranquillamente dedicarmi alle foto. Anche perché i musicisti sul palco si adattano benissimo al fermo immagine della fotografia. La musica scorre dentro i corpi e trasmette vibrazioni calde e rasserenanti, una sorta di decompressione di sicuro molto più efficace della palestra o del cosiddetto jogging. La formazione che sale sul palco comprende ben nove elementi, che possono cambiare di volta in volta in questo progetto musicale della Easy Star Records di New York. Questa sera ho la fortuna di conoscere subito una voce femminile suadente e vibrante che duetta con il brillante bassista prima dell’arrivo sul palco del cantante estremamente carico. Incita il pubblico e salta sul palco per alzare ancor più la temperatura della sala. Attorno a loro ruotano gli altri musicisti alle prese con chitarra, tastiere, batteria, sax e flauto e trombone. Un’esplosione di suoni che non si limitano solo alle voci citate, perché sia l’asiatica tastierista sia il chitarrista sfoggiano capacità canore eccellenti. Sorpresa nella sorpresa. I pezzi scorrono fluidi attraversando la produzione artistica di questo collettivo, ovviamente dando ampio spazio all’ultimo lavoro uscito Easy Star’s Lonely Hearts Dub Band (2009). E che segue due capolavori come Dub Side of the Moon (2003) e Radiodread (2006) nonché il loro unico EP di inediti Until That Day (2008). Come si può intuire i tre album più conosciuti sono reinterpretazioni in chiave roots reggae-dub di album assolutamenti decisivi per la storia della musica (The Dark Side of the Moon, 1973, dei Pink Floyd; Ok Computer, 1997, dei Radiohead e Stg. Pepper ‘s Lonely Hearts Club Band, 1967, dei Beatles). Il pubblico risponde cantando all’unisono come un gruppo di coristi ben arrangiato. E la serata scorre piacevole e serena, con i pensieri che si allontanano seguendo le note e le melodie suggerite dalle stelle newyorkesi. Il mio obiettivo si ferma ripetutamente sui volti di questa band che mostra chiaramente la sua provenienza visto che solo New York riesce a formare un melting pot simile. La chiusura delle danze è affidata a due pezzi eccezionali, Time e Karma Police. Di sicuro tutti avrebbero ballato ben oltre la chiusura, ma si sa, è giovedì sera e l’aereo per la Grecia già li attende. Non per questo però il congedo risulta sbrigativo, anzi è molto sentito e particolarmente intimo, con il bassista, di giallo vestito, che stringe mani e ringrazia ad uno ad uno i più vicini al palco. Un gesto non banale e profondamente affine al clima della serata. Una calda e sorridente serata autunnale con le giuste vibrazioni.

Bless u Easy Star All Stars.

TRACKLIST DEL CONCERTO

  1. CUTTING HEDGE

  2. .BED OF ROSE

  3. SGT. PEPPER

  4. WITH A LITTLE HELP

  5. LUCY

  6. SHE’S LEAVING

  7. MR. KITE

  8. BREATHE

  9. ON THE RUN

  10. MONEY

  11. WITHIN WITHOUT YOU

  12. LET DOWN

  13. WHEN I’M 64 + DUB

  14. A DAY IN THE LIFE

  15. ELECTIONEERING

  16. TIME

  17. KARMA POLICE

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