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Diaframma live @Vinile, Rosà, 30 gennaio 2016

“Scender le scale sfiorando il muro, non dare importanza a chi passa vicino…”. Se però a passarti vicino, prima del concerto, è Federico Fiumani, non puoi certo far finta di niente… Così , a notte inoltrata, me ne torno a casa con il vinile di Siberia dedicato e con il piacere di aver scambiato qualche parola con un musicista che stimo. Ma andiamo per ordine…  Ho conosciuto i Diaframma, parecchi anni fa, grazie ai… Litfiba e a una canzone, “Amsterdam”, in una versione che i due gruppi bandiera della scena musicale fiorentina degli anni ’80 incisero insieme; quella originale è contenuta in uno degli album che la critica si spinge giustamente a definire pietra miliare del rock italiano, “Siberia” dei Diaframma, per l’appunto. Era perciò immancabile, per il sottoscritto e per il numeroso pubblico accorso al Vinile di Rosà, l’appuntamento live che prevedeva l’esecuzione integrale dell’album, in un tour che eloquentemente è denominato “Tutto Siberia” e che dura da un paio di anni con grandissimo successo, a celebrazione del trentesimo anniversario del disco, uscito nel 1984.

diaframma03 250x137 Diaframma LiveDopo numerosi cambi di formazione, la band attualmente è composta dal “deus ex machina” Federico Fiumani, autore e depositario del marchio Diaframma, unico “superstite” della line-up originale, alla voce e alla chitarra, Edoardo Daidone alla chitarra, Luca Cantasano al basso e Lorenzo Moretto alla batteria.
I quattro salgono sul palco e, di fronte a un parterre non certo tra i più giovani ma assai appassionato, iniziano col botto: le note di “Siberia” sono inconfondibili così come i versi che aprono il brano: “Il ghiaccio si confonde con il nero, con gli occhi, quando il buio si avvicina”, e il cuore inizia a battere più forte. L’esecuzione dell’intero album procede senza fronzoli e si susseguono una dopo l’altra la bellissima “Neogrigio”, “Impronte”, “Amsterdam”, “Delorenzo”, “Memoria”, “Specchi d’acqua” e “Desiderio del nulla”. Mezz’ora di pura emozione. La parentesi gloriosa dedicata a Siberia finisce qui, non ci sarà, neanche in sede di bis, occasione per un ulteriore tuffo nel capolavoro della new wave italiana. Comincia perciò un altro concerto, forse addirittura più ispirato, che si apre con l’esecuzione da parte di Fiumani & co. di due capolavori dei Diaframma, ovvero “Gennaio” ed “Elena” (“…e il tuo volto ha il colore di un’estate fantasma”), seguite da altre perle del repertorio del gruppo come “Ultimo boulevard, “Diamante grezzo”, “L’odore delle rose”, “Adoro guardarti”, “Un temporale in campagna”, l’ironica “Mi sento un mostro”; la donna è elemento di ispirazione dominante nelle liriche di Fiumani:  gioia e dolore, passione e delusione, sensualità e rimpianto sono tematiche ricorrenti nei testi di gran parte delle canzoni scritte da Federico, e qui non si possono non citare “Labbra blu” (“…ma ogni cosa è una ferita che mi ricorda te”) e “La mia vita con una dea” (“…regina dei miei giorni, come anelo le tue braccia su di me”), eseguite a stretto giro di posta.

C’è spazio anche per un paio di cover, “See no evil” dei Television e l’accennata “Rebel rebel” di Bowie, con l’invito (non raccolto, peccato) da parte di Fiumani a qualcuno del pubblico a salire sul palco per un’improvvisata esecuzione omaggio al Duca Bianco. Il gruppo concede alcuni bis, prima di salutare sulle note di un altro loro brano amatissimo dai fans, “Verde”. Non si può certo dire che, visto l’inverno mite, fuori ci attendano “solo ghiaccio e silenzio”; certo è che “in un giorno qualunque” di “Gennaio”  abbiamo potuto godere del ritorno di Fiumani, col suo immancabile ciuffo, al Vinile, luogo quantomai amato e frequentato nell’arco della sua ultratrentennale carriera. La storia della new wave italiana è passata, ancora, di qui.

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