DEATH BEFORE DISHONOR

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DEATH BEFORE DISHONOR, I PADRINI DELL’HARDCORE MADE IN BOSTON di Marika Zorzi

Prima è toccato al “settantasette”, allora tutti con jeans stretti e creepers. Poi è stata la volta dello street e via di cresta e chiodo. E non si è salvato nemmeno il crust. C’è poco da stupirsi, quindi, se l’hardcore ultimamente è una moda. Lo dimostrano la gente che da un giorno all’altro si riempie la bocca con nomi di gruppi, che si tatua e va in palestra per mostrare gli addominali scolpiti durante il, fa figo dirlo, mosh pit.  Per non parlare poi dei gruppi che si etichettano come tali quando, oltre ai testi assolutamente idioti, musicalmente non c’entrano proprio niente.
Per fortuna che, oltre la moda del momento, di band che valgono ce ne sono. E non poche. In Italia come all’estero. Non starò qua a dirvi che sabato 12 febbraio è passato per il Sabotage di Vicenza proprio uno di questi gruppi.  Vengono da Boston, città che in fatto di Hardcore vanta una certa tradizione (Bones Brigade, Bane ecc.), e incidono per Bridge Nine, etichetta di riferimento nel settore. Questi due elementi rendono di per sé i Death Before Dishonor uno dei maggiori gruppi in campo hc. Ma non è tutto. Questi ragazzotti americani, da più di dieci anni, sono diventati uno dei punti di riferimento del genere nel panorama mondiale. I Death Before Dishonor rappresentano, infatti, una determinata corrente dell’Hardcore, paragonabile a quella che negli anni ottanta seguirono  Agnostic Front e Sick Of It All. Tra le influenze impossibile non citare band ormai affermate come Terror, Madball e Hatebreed. Tralasciando le band di ispirazione, dal vivo i ragazzi sanno il fatto loro. Il possente stile vocale utilizzato dal cantante Bryan regala al pubblico sonorità compatte e granitiche. E i ragazzi apprezzano, eccome. La gente vola fino al balcone, spintoni e balli sfrenati accompagnano tutto il live. La fine è un coro comune. I Death Before Dishonor ripresentano “Boston Belongs To Me”, raccolta in eredità dai padrini dell’Oi! britannico Cock Sparrer e riconvertita in un imponente inno hc.

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