davide_lipari

Intervista esclusiva
di Ale RipTapes
a
DAVIDE LIPARI  in arte ONE MAN 100% BLUEZ

Chi e’ Davide Lipari? Perché suoni il blues?
Davide Lipari sono io, appena trentatreenne, appassionato di blues da quando ho iniziato ad ascoltare musica e, poco dopo, a fare musica. Intorno ai 15 anni ho capito che probabilmente da grande avrei voluto fare il musicista e, all’epoca, non suonando niente, sono stato provato e scelto nel ruolo di cantante da quella che fu la mia prima band di scuola. Grazie al Cielo i due chitarristi (già bravissimi e oggi due professionisti del jazz..) hanno preparato la musicassetta col repertorio, dove c’erano brani degli Allman Brothers, Steve Ray Vaughan, B. B. King, Eric Clapton. Il mio primo approccio fu il blues e da allora è sempre stato così!
Domanda da un miliardo di yen: se dovessi spiegare ad un bambino cos’è il blues cosa gli diresti?

Ad un bambino direi che è un genere musicale, che nasce nei primissimi anni del ’900 nel Delta del Mississippi, che i principali blues Man sono afroamericani, i quali raccontano le storie del  loro lavoro di schiavi oltre che le loro storie d’amore. Gli farei ovviamente anche sentire qualcosae spererei che capisse che il blues é un’attitudine, uno stile di vita, che si ripercuote nella musica.
E’ semplice suonare il blues in Italia, o meglio, credi che il tuo genere sia sufficientemente capito ed apprezzato in questo Paese?

In Italia é difficile suonare da professionisti, vivere con la musica. Forse il blues é paradossalmente il genere più facile per iniziare a suonare nei locali. Un po’ perchè il blues si predispone per essere suonato in diversi tipi di locali, anche se, in questo caso, si tratta spesso di un blues, oserei dire, “sbagliato”, o comunque ricopiato pur se con enormi e visibili difficoltà (E’ mooooolto più difficile provare a copiare Muddy Waters, piuttosto che scrivere blues originali a lui ispirati). Poi quando si inizia a lavorare con la musica blues, ci si rende conto che é quasi impossibile arrivare a farsi apprezzare ad alti livelli, perché in Italia é un genere abbastanza incompreso via via che si va avanti.
Puoi parlarci un po’ delle tue produzioni?

Come One Man 100% Bluez ho iniziato a suonare per strada, da busker, ma dopo un anno, nel 2010, ho registrato il mio primo disco You, Me And Her, 12 brani originali, chitarra, voce e tamburello al piede sinistro. Grazie a questo disco, ho iniziato a suonare nei locali e in qualche festival, così, dopo un anno, ne ho fatto un altro, Southern Jellyfish. Per metà di questo disco sono stato accompagnato da un batterista a cui devo molto, Ruggero Solli e con lui abbiamo iniziato a suonare in molti club e festival. Nel 2012, incuriosito dalle produzioni elettroniche del mio caro amico Low Chef, ho deciso di fare un disco con lui ed é uscito fuori Shock!, il mio disco preferito dove, per un lato del vinile, il beat é elettronico, dall’house all’hip hop. Grazie a questo album ho iniziato a fare sempre più tour in Europa e festival, sia in trio (con Low Chef alle percussioni e al basso) che in versione One Man band. Sempre nel 2012 é uscito un 7 pollici con 2 brani inediti, uno edito e uno remixato dall’album Southern Jellyfish, con l’etichetta Dead music. Nel 2013 ho fatto uscire con molte difficoltà l’album Psycho Voodoo, album in trio, per mostrare quello che si era portato in giro in quegli ultimi 2 anni. Nel 2014 é uscito, per Dead music, il mio ultimo lavoro in 7 pollici, che si chiama My Whole Love. In ultimo, a marzo uscirà il mio quinto album ufficiale per l’etichetta Gas Vintage, per il quale é già pronto un tour europeo e spero tante belle cose, anche perché, dopo tanti anni di indipendenza totale, ho finalmente un ottimo supporto per il booking italiano grazie a Corner Soul.
Cosa ascolti quando sei a casa? Che dischi ti senti di consigliare ai lettori di S&V?

Ascolto veramente di tutto, ultimamente passo dal rock di Slash al jazz di Freddie Hubbard. Dischi da consigliare: Marc Ribot – Marc Ribot y los cubanos postizos. Tom Waits – The Real Gone. John Lee Hooker – Endless Boogie e tantissimi altri.

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