CYPRESS HILL @ SHERWOOD

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CYPRESS HILL @ SHERWOOD 2012 di Davide Visentin

È una tranquilla serata estiva quella che accoglie l’orda hip hop che affolla la mega area allestita fuori dallo stadio Euganeo; e nel caldo tramonto patavino, come il sole all’orizzonte, una densa coltre di fumo asprigno cala sul pubblico già in mood e pronto al grande appuntamento del rap W-coast, il ritorno italiano della band di South Gate, California.Arrivo sulle ultime note degli apripista Dope D.o.d., ma giusto in tempo per una performance strepitosa di Everlast: il vecchio membro degli House of Pain – jump around! – è al seguito del tour come special guest per presentare l’album “Songs Of The Ungrateful Living”, uscito da qualche mese.

Il cambio di stile è ammirevole e coraggioso, un artista capace di reinventarsi dopo una fulminante carriera da rapper: la voce graffiata da vecchio bluesman – probabilmente limata da anni di whisky e cicche – si sovrappone con stile alla base ritmica di batteria e basso e all’accompagnamento di tastiere, a creare un cross-over interessante che vede nella ripetizione della lirica rap veloce su base rock/blues un connubio che dal vivo suona eccome, esaltando peraltro la voce del solista. Un rapido cambio palco e Julio G guadagna la consolle e si lancia in un breve sound system per testare l’impianto spia, mentre il pubblico disperso ora si raccoglie spingendo davanti al main stage: alle 22.15 l’entrata in scena di Sen Dog e B-Real da inizio – sulle note del super classic “Get ‘em Up” – ad un concerto formidabile. Si parte in bomba con le songs che hanno scritto vent’anni di storia della musica hip-hop; “Hand on the pump” e “How i could just kill a man” scatenano le masse- compresi i “bastardi pigri sulla collina” che S.Dog non dimentica di salutare – e quando arriva il pezzo forte son già tutti per aria: “Insane in the brain”, più che una canzone, un inno generazionale per i numerosi trentenni presenti.

A questo punto S.Dog ruba una lerza a qualcuno sotto il palco e a grandi boccate rappeggia ammiccante una combo di liriche dedicate alla sua adorata “mota”: a “Roll it up, Light it up, Smoke it up” e “Yo quiero fumar” seguono infatti “Stoned is the way of the walk” e “Hits from the bong”, per la gioia degli appassionati di canapa li sotto accorsi in forze. Divertente la combo ai piatti tra Julio G e Sen Dog – pazzesco il primo, meglio che continui a cantare il secondo – che lascia respirare B-real: il trip si chiude sull’assolo di percussioni di Eric Bobo che a dire il vero, in sé non aggiunge nulla ad una performance di grande impatto. Dai vecchi successi alla nuova vena dub, alla fine – e per gradire – rimane il tempo per saggiare il nuovo stile con la spaccioserrima “Rise Up” scritta per i Cypress da Tom Morello dei Rage Against the Machine – e lo stile è inconfondibile – e la super hit “Rock Superstar” a chiudere in bellezza un concerto imperdibile. Che altro? I Cypress Hill sono la storia, passato e presente di una vecchia guardia rapper sulle spalle della quale molti in seguito hanno costruito un impero musicale, da Dr.Dre a Snoop Dog, per non parlare della costa rivale – della serie: buoni tutti a farsi Beyonce copiando chi un decennio prima si è inventato un genere partendo dalla strada. Potrei scrivere pagine sfiziose sottolineando quanto poco valga al confronto l’hip-hop nostrano – che pure da tanta classe e stile ancora arraffa a piene mani – ma questa è un’altra storia.. Acqua e zucchero, che ti ripiglia. Stay tuned, stay stoned!

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