Cipolla Colt

cipollacolt Cipolla Colt


CIPOLLA COLT
è un film del 1975 diretto da Enzo G. Castellari.

Un film culto dello spaghetti, o meglio, del fagioli western. Diretto da Enzo G. Castellari nel 1975, uno dei grandi della scuola romana che inventò il genere ed interpretato da un inedito Franco Nero in una versione surreale ed ancora più sgangherata di Terence Hill, Cipolla Colt da l ‘impressione di essere stato sceneggiato prima con le battute ed i caratteri dei personaggi e successivamente con la storia vera e propria.. La vicenda infatti non ha assolutamente nulla di nuovo. rimarcando lo stile in tutto e per tutto. Un proprietario di una compagnia petrolifera, caratteristico per la sua mano destra meccanica e poco funzionale, decide di impossessarsi di un territorio ricco di oro nero dove è situata anche Paradise City. La città di origini agricole diviene subito un centro dall’ aria irrespirabile e stracolma di trivelle. Il boss incarica i soliti tagliagole affinchè convincano i cittadini ad andarsene. Foster, l’ultimo dei resistenti, in passato aveva stipulato un contratto di vendita del proprio terreno con tale Onion, il quale arriva su di un carretto pieno di cipolle e trainato

dal fido Orazio, un quadrupede dalla parlantina romanesca (esilarante quando chiama il padrone “Ogno”) e con un cappellino in testa. Onion è un gran divoratore di cipolle e l’odore che emana indica sempre il suo passaggio. L’ ortaggio però ha anche un’altra funzione: con il succo spremuto a forza verso i nemici diventa un’ efficace arma di difesa contro i corrotti della città, a cominciare da uno sceriffo gay che, assieme ai suoi aiutanti tanto crudeli quanto effeminati, fa di tutto per eliminare il nuovo scomodo abitante, che nel frattempo si è alleato con Pulitzer, tuttofare nell’editoria del posto e unica voce coraggiosa ancora presente, e con i figli del fu Foster, due ragazzini dai nomi emblematici: Caligola, abile tiratore e amministratore del terreno, e Nerone, guarda caso specializzato in incendi e bombarolo professionale oltre che gran fumatore di sigari. Il finale (che non svelo) è piuttosto sorprendente se paragonato al livello di tutta la storia, che ha il senso del puro divertimento,  sottolineato dalle musiche elementari dei fratelli De Angelis, a quei tempi mietitori di successi con branetti allegri e compositori di tante colonne sonore.

Ma è l’ammucchiata di questi personaggi assurdi che rende il film godibile nella sua mediocrità e ricco di riferimenti: dal cavallo parlante, omaggio palese al fumetto di Lucky Luke, al giudice alcolizzato, classico esempio di corruzione dilagante del West. Sono solo due esempi, la passerella di figure impensabili inserita in un contesto simile ha l’aria di essere un’ enorme presa in giro dell’ epopea americana. Incredibile poi come negli anni settanta questi registi riuscisseso a trovare finanziamenti per produrre films del genere, con ambientazioni costose ed attori di tutto rispetto.

Qui, oltre a Franco Nero già protagonista in Keoma, gothic western sempre di Castellari uscito prima di Cipolla Colt e all’epoca sulla cresta dell’onda, troviamo Martin Balsam e Sterling Hayden, due figure non di secondo livello nel cinema dell’ epoca, che non penso fossero a corto di richieste ma che parteciparono a quello che credo sia uno dei più sfacciati e sbarellati films in circolazione. A volte le battute lasciano a desiderare, spesso sono presenti in così tanti western all’italiana che in questi casi portano a credere di essere dei veggenti visto che si riesce ad anticiparle rispetto alla scena, ma è solo perchè il cinema del genere le ha sempre tenute come assi nella manica e “pronte alla bisogna”, come si suol dire, ma Cipolla Colt è un popcorn movie così insensato da rimanere un masterpiece del genere.

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