CHILDREN OF THE REVOLUTION

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revolution 01 CHILDREN OF THE REVOLUTION

CHILDREN OF THE REVOLUTION (Incipit)

Qualche anno fa, per il mio compleanno, ricevetti un regalo da una collega di università. Il biglietto che lo accompagnava recitava: “ Per te, che ne sei figlia”. Il pacco conteneva un libro: “1968” di Mark Kurlansky.
Bhè, si, io mi ritengo una figlia degli anni Sessanta, nel senso che di quel decennio condivido ogni stimolo socio-culturale. Ma in realtà, siamo tutti figli della rivoluzione.Gli anni Sessanta e Settanta sono stati un ventennio di incredibile (e a mio avviso irripetibile!) fermento. Anni stravaganti, di intensa mobilitazione, su ogni versante. La società si trasforma e per anni sembra di vivere in un Luna- Park globale. Curiosità, la sete di conoscenza e il frenetico desiderio di liberarsi dalle catene di politiche e morali polverose e fuori moda. Questi gli stimoli che animavano la maggior parte delle società occidentali e, al loro interno, arti, scienze e mezzi di comunicazioni di massa lavoravano in armoniosa interconnessione, in favore di una coscienza moderna e di nuovi, psichedelici, costumi con cui abbigliarla. Questo attivismo ha fatto si che si creasse una cultura underground, detta di serie B, pari a quella ufficiale in quantità e qualità. Dalla musica, al cinema, dalla pittura al teatro, fino alla moda e alla letteratura. Scopo di questa rubrica sarà analizzarne un “pochetto”, prendendo spunto da artisti ed eventi  in scena qua e là per il nostro paese, che oggi stabiliscono un contatto con quei movimenti. Stimola il mio intento l’ interesse per la scena che va dagli anni Cinquanta, fino ai Settanta, a cui oggi assistiamo. Questa rinnovata curiosità è positiva, ma  non deve limitarsi all’emulazione di usi e costumi cosiddetti “vintage”. Tale atteggiamento favorisce solo una cultura che io chiamo “del New- old”, sterile quindi, e spogliata dei significati liberatori e rivoluzionari tipici di quei decenni. Un più attivo avvicinamento a quei magici anni, che nel mio piccolo cercherò di promuovere, dovrebbe favorire la comprensione anche storica degli eventi culturali e di cui siamo figli, al fine di  stimolare la collaborazione di ogni branca sociale a favore di un rinnovo culturale, di cui ancora oggi l’Italia  ha bisogno.

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