CAMILLA TRA BUIO E LUCE

DSC_0252 1

DSC 0252 1 CAMILLA TRA BUIO E LUCE

CAMILLA TRA BUIO E LUCE

“Buio e luce parla di una storica dualità, l’eterno conflitto tra ragione e sentimento, tra testa e cuore, anche all’interno di una stessa persona. La canzone dice infatti “buio e luce sono figli del sole”. È perciò un invito da parte nostra a seguire un po’ di più il cuore piuttosto che la testa: per quanto il buio cerchi d’impedire il ritorno della luce, alla fine non ci riesce, così come la ragione non può nascondere l’identità del cuore.”

Si presentano sul palco in tre (uno in meno causa infortunio) ma energici e pronti per l’elettro-acustico targato “La Fame di Camilla”. Sono Ermal, Jhonny, Dino e Lele, quattro giovani ragazzi baresi che hanno solcato lo scorso anno il palco di Sanremo con “Buio e luce”, ed ora sono più in forma che mai, pronti a tornare in studio per riuscire ad “emozionare” con un nuovo album, come loro stessi ci raccontano…

Parlatemi di voi, di quello che è “La Fame di Camilla” per chi non vi conosce… con poche parole, degli aggettivi che vi descrivano:“Belli, bravi e Roberto” (ridono). No dai, facciamo i seri… mmm, emozionali, perché noi proviamo sempre emozioni e tentiamo di trasmetterle… tenaci e… (silenzio)… consanguinei icon smile CAMILLA TRA BUIO E LUCE

Cosa ne dite dell’atmosfera? Candele accese, clima rilassato… preferite questo palco o quello più energico del live da luci colorate e nessun posto a sedere? Sono due dimensioni diverse. Se potessimo mescolarle… anzi, stavamo appunto pensando di farlo… mescolare la dimensione elettrica con quella acustica. Stasera avremmo un cappello e un sigaro sul palco… (ridono)

Una domanda a bruciapelo… nel vostro curriculum si nota anche una partecipazione a Sanremo… com’è stata l’esperienza e cosa ne pensate del festival? Bhè guarda… il festival ci ha dato la possibilità di andare in giro… parecchio. Abbiamo suonato tantissimo. Subito dopo il ci siamo messi in movimento e le date si sono moltiplicate. Il fatto è che per andare a Sanremo devi essere pronto a saperti riconoscere in quell’ambiente… e io personalmente non riesco a riconoscermi. Ma non perché non sia stata un’esperienza, ci siamo divertiti tantissimo, è che bisogna guardare tutto sotto una certa ottica…

E adesso che fate? Continuerete il tour, tornerete in studio… Da domani. Domani partiremo alla volta di Arezzo. Cominciamo in quello studio e poi vedremo… in base alle necessità… alle caratteristiche che prenderà l’album. Cd nuovo, canzoni nuove… in realtà siamo partiti da un totale di trenta pezzi, di cui ne abbiamo scelti diciotto e ne registreremo dodici/tredici. La band al completo, anche Jhonny nonostante il braccio fratturato. Uniremo un po’ le due cose, un po’ di live e un po’ di studio.

Sarete sempre sotto l’Universal? Credo, spero di sì. Ma guarda… voglio sfatare un mito delle etichette discografiche. Non è difficile firmare un contratto con un’etichetta… è difficile mantenerlo. Sappi che tutti i discografici soffrono della sindrome del primo discografico che disse di no ai Beatles. Nessuno ti dice di no. Poi poverino… quel tale è impazzito ovviamente, parliamo dei Beatles. Nessuno ti dice di no e nessuno ti dice di sì, anzi… è più facile che ti dicano di sì a farti fare un disco bassissimo e senò va in discarica. La musica ormai è diventata questo. Per molti versi… non completamente.

E la musica in Italia voi come la vedete? Male. È messa malissimo. Professionalmente parlando ovviamente. In Italia la musica sembra sia finita in coda, alle “tette e ai culi”… per quello che vedi in televisione, che ascolti in radio.

Ormai basta un computer e qualche accortezza per potersi registrare. Certo… non con la qualità di uno studio, ma sono sempre di più i gruppi che si espongono, soprattutto nella rete, grazie anche alla promozione nei networks… credete che il poter creare musica più facilmente con l’avvento del digitale sia stato un fattore negativo o positivo? Secondo me assolutamente positivo. Cioè… in realtà può essere anche l’unica possibilità perché alla fine c’è una cosa che la tecnologia non potrà mai avere e quella cosa son le idee. Tu potrai anche avere tutti i mezzi per registrarti e fare come vuoi, ma poi…  Dove cazzo vai? capisci, lo vedi se la cosa non vale. E quindi è un bene comunque che tutti abbiano la possibilità di esprimersi. Il problema è il momento in cui la libertà d’espressione viene limitata. E bisogna comunque ricordarsi che è una libertà d’espressione legata ai soldi, perché più soldi hai, meglio viene il tuo prodotto. Quello è rimasto come è sempre stato… la democrazia nella musica non esiste ancora.

Tra le vostre canzoni spicca anche una testo in lingua straniera… meglio specificando in albanese, la tua lingua madre Ermal… da cosa deriva la scelta? Perché l’albanese? Perché è venuta così, anche se è una lingua che in Italia pochissimi capiscono. Quando scrivi non decidi, cioè non ti aspetti niente, se non di fare una bella canzone, altrimenti non scrivi più. L’aspettativa viene dopo…  d’altronde sarebbe stato peggio in Italia fare un disco di dieci canzoni in albanese ed una in italiano :)

Ultima domanda, poi vi lascio al vostro pubblico… progetti futuri? Da domani in studio, poi si vedrà… chi lo sà…

“secondo te c’è un rinascimento pugliese nell’arte?

Caparezza: Se ti riferisci alla musica c’è tanta passione dalle mie parti… non c’è un’appartenenza ad un genere e non c’è una rappresentanza unica. I miei preferiti tra gli emergenti sono La Fame di Camilla e i Gardenya” -intervista di Christian D’Antonio, Freequency-

Go on www.lafamedicamilla.com

Intervista a cura di Viola

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
PICT GALLERY BY VIOLA
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

facebook CAMILLA TRA BUIO E LUCEtwitter CAMILLA TRA BUIO E LUCEgoogle CAMILLA TRA BUIO E LUCEtumblr CAMILLA TRA BUIO E LUCEemail CAMILLA TRA BUIO E LUCEpinterest CAMILLA TRA BUIO E LUCE