BUD SPENCER BLUES EXPLOSION – Intervista

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Cari Bud, ci raccontate da dove arrivate artisticamente e cosa vi ha spinto a dirigervi verso un genere che  soprattutto in Italia non ha molti seguaci?
Veniamo da Roma, almeno come band. I bud sono nati dall’esigenza di “sfogarci” in sala prove. Dalle infinite jam sono poi nate le nostre canzoni. Fondamentalmente la nostra musica rispecchia quello che è il nostro background e quindi i cd che abbiamo a casa, non c’è stato niente di particolarmente programmato, volevamo solo suonare senza limiti di genere, volume ecc…

Vi abbiamo appena ammirato all’Asolo FMF, il pubblico era ipnotizzato. Come risulta essere in soli due componenti sul palco? Quali sono i pro e i contro di una formazione così composta?E’ molto diverso che suonare con più persone. C’è uno scambio diretto tra di noi, soprattutto durante le improvvisazioni. Ci divertiamo come se stessimo facendo le prove. Riguardo i pro e i contro: da un lato è più facile organizzarsi dall’altro quando dobbiamo dividere le spese è più dura ; ).
Quali sono i vostri criteri compositivi? C’è una logica in quello che fate o al momento vi ritenete felicemente due artisti “anarchici”?
Forse non c’è tanta logica. In sala suoniamo tante cose, poi le uniamo. Per quello molti dei nostri pezzi iniziano in un modo e finiscono in un altro. Alla fine Adriano ci scrive un testo. O a volte c’è già un’idea di base attorno alla quale costruiamo il brano.
Avete affrontato l’anno scorso un mini tour in America, dove il vostro genere è sicuramente più seguito. Quali differenze avete rilevato nel modo di fare musica dei gruppi oltreoceano rispetto al vostro?
In America sono sicuramente tutti più preparati tecnicamente, o almeno le band con le quali abbiamo condiviso il palco. Dall’altro lato anche il pubblico è culturalmente molto più aperto a qualsiasi genere di musica e quindi riesce ad apprezzare anche tutte le sfumature.
Se i Bud avessero avuto l’occasione di poter scrivere un pezzo storico del rock, quale avrebbero scelto e perché?
Domandona! Sarebbero troppi.. poi dipende dai periodi. In questo forse Train in Vain dei Clash che ci ha accompagnato per chilometri e chilometri quest’estate.
Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro dai BSBE? Qualche altra data, almeno fino a fine novembre e successivamente un nuovo disco.

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