Bob Dylan Live

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dylan Bob Dylan Live

Bob Dylan @ Palageox Padova 09.11.13
di Luca Sartor

Ore 21.30  ed il mito fatto musica guadagna il palco nella penombra di uno stage minimale ,fatto di uno sfondo nero e delle luci gialle che sembrano prevenire da dei caschi asciugacapelli anni 50 appesi al soffitto. Originale quanto essenziale visto che la scena è lui. Things have changed apre la serata ed è un boato come non ne sentivo da tempo. Bob è tornato alle origini della musica americana dopo aver suonato di tutto, ma una cosa non sono cambiati : i suoi testi graffianti.La voce è da sogno, graffiante ,asciutta . Ti segna l’anima. Lontana anni luci da quella melodica di Blondo on blonde eppure ancora maledettamente calda ed affascinante: forse quella che avrebbe voluto Tom Waits se non avesse esagerato con i vizi della vita. Quando la band attacca She belongs to me, fai fatica a riconoscerla, ma capisci subito la grandezza di questo signore che non ha mai suonato i suoi classici due volte nello stesso arrangiamento. ‘She’s got everything she needs, she’s an artist she donts look back…’ è proprio lei e l’immensa platea esplode. La musica della serata ruota fondalmentalmente intorno ai pezzi dell’ultimo millennio con l’inserimento di qualcuno dei tantissimi classici della carriera di Dylan.

Melodie  che hanno abbandonato il folk ma ruotano attorno alle origini della musica americana: il blues, il country, il rock and roll – quello alla Carl Perkins, quello di Memphis per capirci – riascoltare gli ultimi album per capirci…. A volte sembra di essere ad un concerto di Van Morrison , a momenti ti sembra di ascoltare un brano di N.Young del tempo di Harvest, perché è tutto molto laid back, rilassato, magico e naturale, ma unico comela sua voce. Dylan passa dall’armonica al piano mentre la band suona compatta alle sue spalle. Beyond here lies nothing, What good I am, Waiting for you, Pay in blood, Love sick, High Water. In mezzo ci infila pure le strofe di una Hard Rain Gonna Fall che sembra più attuale che mai. Tangled Up In Blue è magica come la serata ch il menestrello ha offerto ad un pubblico eterogeneo. Ragazzi di 18 anni vicino ad ex figli dei fiori, gente che veniva da Austria ed Ex Yugoslavia, visto che le date in europa non erano molte, ma tanta gente che ha seguito Dylan nelle diverse date e si è già vista due,tre suoi concerti!

Magico ed indimenticabile. Simple Twist of fate si riesce a riconoscere ancora, fosse altro per il testo…, Scarlet Town, Soon After Midnight e Long Waisted Years precedono i saluti. Il boato che reclama il bis è potente. Dylan rientra con la banda ed attacca All Long The Watchtower, più bella che mai! Tutto finisce sulle note di Blowing In The Wind, perché tutto è aria  , e le risposte sono nell’aria e dentro di noi dicevano i filosofi di Mileto nell’antica Grecia. Due ore di introspezione musicale che lasciano un benessere totale. Unico dopo tantissimi anni e con ancora tanto da dire!

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