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Blogger : Ilaria Rebecchi
Scritto il : 01/6/2010
Numero di post : 175
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AC / DC - il live
AC / DC
19-05-2010
STADIO FRIULI. UDINE
di Jessica Andreucci
Attesissimo ritorno della storica band australiana dopo il tutto esaurito di un anno fa a Milano. Ennesimo sold – out per gli AC/DC, paladini dell' Hard Rock, veri e propri Highlanders della scena internazionale.
Il Black Ice Tour, che ha visto la band impegnarsi sui piu svariati angoli del globo, sembra non giungere mai a termine.
Lo stadio Friuli di Udine, benche' difficilmente raggiungibile per la maggior parte dei 47 mila presenti, si conferma comunque una ottima location: incastonato tra le cime ancora innevati, questo spettacolo naturale fa da sfondo a questo grande evento, e il tramonto rende l'attesa un po' meno snervante.
A dividere il palco con i nostri affezionati, Le Vibrazioni, famosa formazione milanese fischiata e presa a bottigliate dal pubblico. Premetto che non condivido questo genere di manifestazione tipica dell'italianissimo “purista del Rock”.
Le Vibrazioni sono una band dal vivo soddisfacente, che approfitta del live proprio per sviscerare una attitudine “vintage”, evidentemente sotterrata pur di vendere dischi nel proprio paese. Questo forse agli occhi di tanti li rende meno credibili e meno degni di tale onore, e la reazione del pubblico è senza dubbio sintomatica di questa stanchezza nel vedersi sempre proporre personaggi a difficilmente riconducibile alle band headliner, e come spesso avviene, se l'organizzazione fa scelte sbagliate, spesso e' chi suona a rimetterci.
Dopo un'apparizione di Pino Scotto che ricorda la recente perdita di Ronnie James Dio dedicandogli “Rock Roll”, la band si defila e le luci si spengono. Il buio regala la visto di uno stadio illuminato di luce rossa proveniente dalle migliaia di corna da diavolo acquistate fuori dallo stadio.
L'incipit, creato appositamente per il tour di Black Ice, è il solito: un video; il treno, gremito di personaggi inquietanti, con un Angus indemoniato alla guida verso una destinazione infernale. Poi un guasto al motore, uno schianto ed un esplosione di luci che accompagna sul palco l'arrivo del rock n roll train.
La band appare da subito meno carica del solito, ma va sottolineato che benchè non in eccellente forma, sound e presenza scenica di questi signori sono mille volte superiore agli standard del 90% dei gruppi al mondo.
Si prosegue con grandi classici, tra cui Hell Ain't a Bad Place to Be, Dirty Deeds Done Dirt Cheaps, Shot Down in Flames, High Voltage e Thunderstruck, tra cui vengono incastrati brani piu recenti dall'ultimo disco, come Big Jack, Black Ice e War Machine, accompagnato da un animazione con protagoniste soldatesse iperscollate ed elicotteri da guerra che sganciano diavoletto rosse.
Leggermente rallentata ma sempre di grande impatto Back in Black.
Uno dei momenti piu esilaranti del concerto, con il preannunciato spogliarello di Angus, è sulle note della sinuosa The Jack, brano Hard rock dagli innesti Blues, che offre a Young la possibilita' di dimostrare le sue doti di intrattenitore eccezionale. Hell's Bell viene annunciata dal cupo suono delle campane. You shock Me All Night Long e TNT vengono accompagnate da un coro di voci all'unisono e da un battere di mani e piedi che sembra far vibrare lo stadio.
Momento più alto del live sono Whole Lotta Rosie, con una gigantesca Rosie gonfiabile a cavallo del palco, e Let There Be Rock, pietra miliare del loro repertorio. I maxi schermi proiettano immagini che ripercorrono la carriera della band: dai primi successi, ricordando il compianto Bon Scott, fino ad oggi. Gli oltre 15 minuti di assolo di chitarra confermano che quella di Angus è ancora la diavoletto più infuocata del Rock'n'roll. Come un vero Dio, Young viene sollevato da una pedana in aria, accerchiato da luci e nastri glitterati.
Highway to Hell, e finale coi cannoni e fuochi d'artificio, con For Those About to Rock (We Salute you), e la band si congeda accompagnata da un lunghissimo applauso.
Se la voce di Brian Johnson nella seconda parte del concerto conferma di risentire del tempo e degli eccessi, questi ragazzi comunque incarnano perfettamente la grande lezione Rock'n'Roll.
I fratelli Young rimangono maestri del Hard Rock nella sua forma più immediata e diretta: tra i primi a interiorizzare la grande lezione del blues e a reinterpretarla, privilegiando riff semplici e incisivi, sono oggi tra i principali portavoce della scena “Old School”, per sonorità e per attitudine. Gli occhi ancora spiritati di Angus Young, malizioso discolaccio, Malcom, preciso e nervoso come sempre, ed l'eroe più o meno “nascosto” di questa grande formazione, il feeling tra Johnson e Young: tutto è conferma della loro intensità.
Rock'n'roll Train
Hell Ain't a Bad Place to Be
Back in Black
Big Jack
Dirty Deeds done Dirt Cheaps
Shot Down in Flames
Thunderstruck
Black Ice
The Jack
Hell's Bells
Shot to Thrill
War Machine
High Voltage
You Shook Me all Night Long
TNT
Whole Lotta Rosie
Let Ther be Rock
encore: Highway To Hell
For Those about To Rock (We Salute You)
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