BESTIVAL (Isle Wight 2010)

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bestival BESTIVAL (Isle Wight 2010)

BESTIVAL (Isle Wight 2010)

Mai sentito parlare di Bestival? Ogni settembre, all’isola di Wight, sold out solitamente 9 mesi prima. Si chiama così perchè raccoglie The Best. Il meglio di tutti i festival, il meglio degli ultimi 6 mesi di musica, il meglio dell’intrattenimento, il meglio dei travestimenti. 4 giorni, 26 palchi, più di 200 artisti, 1.000 persone a servizio, 50.000 visitatori, 12km per girarlo tutto. Bestival 2010, alla sua settima edizione, è stato l’evento che ha proclamato la chiusura ufficiale dell’estate; “è un festival che porta un target di gente molto alto, colto e appassionato” ci ha detto Ziggy Gilsenan che, con il marito John Hughes, Josie e Rob Da Bank, è la mente dietro a Bestival. Sul suo pass AA (All Areas) c’è scritto Captain. Capitano, assieme agli altri soci fondatori, di un festival che in pochi anni ha ottenuto successo e riconoscimenti a livello internazionale. Lo scorso 10 settembre il grande popolo di Bestival lo abbiamo incontriamo sul treno da Londra per Portsmouth prima e nel breve tragitto in traghetto poi. Facile riconoscere chi si dirigeva lì: zaino in spalla, wellies ai piedi e una maschera di carnevale che spuntava dalla borsa. Sí, perchè è un vero e proprio rito travestirsi a Bestival, tanto che probabilmente quest’anno il festival entrerà nel guiness dei primati come più grande festa in costume nel mondo. L’ultima edizione era intitolata ‘The Year Of The Fantastic’: animali, personaggi dei cartoni animati e da fiaba; si è visto di tutto a Bestival e ogni vestito era talmente ricercato, ogni maschera scelta con tale accuratezza che tutto distraeva dalla musica che dovrebbe essere il primo richiamo per chi arriva qui data la line-up che porta ogni anno sull’isola i migliori artisti e gli emergenti più interessanti.

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Musicalmente infatti c’era da perdere la testa: dal british garage-rock dei Jim Jones Revue di scena all’Arcadia, lo spettacolare palco a forma di ragno nel Fire Field, agli Hurts – duo di Manchester tutto gel+giacca+camicia – protagonisti il sabato al Big Top, l’enorme tendone blu dislocato nel Fantasy Field, sede di altri grandi live: dai bravissimi e acclamati XX, a Tricky con qualche problema audio, e poi ancora Delphic – tra i nostri preferiti -, Wild Beasts, Flying Lotus e Jònsi. Il Bollywood Bar era sempre affollatissimo: dj set dalle 11.30 fino alle 3 del mattino con Untold, Klam, Nathan Fake, Zero 7, Gilles Peterson, Zane Lowe, Horse Meat Disco e gli Aeroplane. Qui c’era anche La Roux, starlette di culto del 2009 dal famoso ciuffo rosso, che a Bestival è tornata per suonare i dischi con la vecchia amica Dead Guy: peccato abbia sbagliato un paio di cambi durante il suo set manifestandone visibilmente il disappunto. Al Sailor Jerry’s Ink City la grande musica di Goldhawks, Naive New Beaters, Chrome Hoof e White Rabbits si è alternata alla storia e opere di Norman ‘Sailor Jerry’ Collins, il padre del tatuaggio old school. Qualcuno sembra pure essersi rilassato nella sala cinema allestita in mezzo ai boschi guardando ‘Hori Smoku’, il suo film autobiografico. Ma Bestival 2010 è stato anche l’anno dei micro venues con il Polka Club, la Wedding Disco o l’Inflatable Church, intimi palchi per godere della musica da veri vip. O la Cabaret Tent, oasi di pace dopo la mezzanotte dove ognuno poteva ascoltare musica con le proprie cuffie ma animata prima da imperdibili shows come quello, tra i tanti, dei londinesi The Correspondents.

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Il Rock N Roll, ultima buia location dispersa nel Meadow Fields, presentava ottimi gruppi come Here We Go Magic, French Horn Rebellion, Mount Kimble, Chilly Gonzales, Erland and The Carnival e Caribou. Ma il richiamo al main stage, che stagliava da qualsiasi angolazione, era dato da Mr. Motivator, personaggio bizzarro col il miglior warm-up visto finora, anche se con i nomi presenti non si poteva davvero essere demotivati: Ellie Goulding, Janelle Monae, Simian Mobile Disco, Hot Chip, Dizzee Rascal, Mumford&Sons, Roxy Music, The Prodigy. Il live più bello è stato quello di The Flaming Lips che chiudeva la serata di sabato: indimenticabile Wayne Coyne che si getta nella folla dentro un sfera gonfiabile. E teme di non farcela a ritornare sul palco. Quest’anno c’era anche The Wishing Tree, struttura fantastica a cavallo tra il mondo degli Hobbit e il quello di Pandora in Avatar: 8 metri di rovere rigenerato con meravigliosi drappi bianchi al suo interno che creavano un’atmosfera magica. Chissà in quanti avranno espresso come desiderio di tornare all’isola di Wight… I biglietti ‘early birds’ per Bestival 2011 sono già in vendita!

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