BESTIVAL 2011

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Noi Bestival 2011. E voi? di Emanuela Virago

Isola di Wight, 365 giorni dopo. E’ di nuovo tempo di Bestival. E’ di nuovo tempo di musica, divertimento, di travestimenti a tema. Voi eravate più rock stars o divas questa stagione? La famosa parata, capitanata quest’anno dai leggendari Village People, ha visto costumi sfavillanti di tutti i tipi. Ma c’è anche chi, irriducibile e ancora legato agli anni ’80, ha optato per il look dark più totale. Chissà come si è sentito Robert Smith sul palco dello Stardust Field vedendo una miriade di suoi sosia. Lui, durante l’attesissimo live di sabato 10 settembre, ci è sembrato piuttosto invecchiato ma il suo stile rimane sempre inconfondibile ed imitatissimo dai fans. Dietro le quinte si narra che Rob Da Bank, dj e produttore, nonchè ideatore del festival, ci abbia messo ben 7 anni a convincere il leader di The Cure a salire su quel ferry per l’isola. Forse è stato meno complicato con l’islandese Björk, eclettica protagonista di Bestival la domenica, che è stata addirittura vista qualche giorno prima del festival a spasso per mercatini di antiquariato nelle belle cittadine di Newport e Sandtown. Quante serate avventurose a Bestival. Come il venerdì sera quando abbiamo seguito i nostri beniamini Groove Armada dietro le quinte. C’è una vecchia passione per il duo Andy Cato e Tom Findlay (quasi un anno fa eravamo stati al loro live intitolato Black Light alla Brixton Academy di Londra) ma il loro spettacolo al Big Top con 5.000 persone che all’unisono seguivano il ritmo è stato energia pura. Incontrare Ms Dynamite, reginetta inglese dell’hip-hop, fresca di show: solare, simpatica, con 49.000 followers su Twitter e nessun atteggiamento da diva. O pensare di andare backstage nel massimo momento di esaltazione per Screamadelica, lo show dei Primal Scream (preceduti dal grande Andrew Weatherall) e capire che la sfilza di pass che hai al polso non impressiona in nessun modo la security di turno. Quello Event Crew? C’è. Production? Di colore verde, non manca. Artists? Presente, il più bello. Lucky Cat? Sì. Per pochi perché dà accesso all’Artists Bar a fianco del main stage ma che per una sera ci fa vivere da veri VIP e con un Bloody Mary alla mano, perfino freddo e pioggia torrenziale non incutono più paura. Camping? A strisce bianche e rosa. Il meno prestigioso ma al polso c’è anche quello. E forse è anche il caso di smettere di fingere che dormire nella Pink Artists Area è la vera figata visto che nessun artista di grido soggiorna veramente in tenda o in camper, utilizza le ‘posh showers’ comuni e fa la coda per la mensa. Tutto sommato quello abbarbicato subito dopo il Tomorrows World sembra più un villaggio per addetti ai lavori che collezionano come noi wristbands del festival che altro. Bestival sa comunque essere speciale. Incanta e seduce come pochi altri eventi musicali. Nuove location, nuove attrazioni, una cura maniacale per i dettagli e gli allestimenti, 4 giorni stimolanti e diversi di anno in anno. Forse una delle più belle novità è la Roller Disco, situata tra Bollywood e Ballroom field, dove per entrare bisogna indossare i pattini a rotelle o la Silent Disco, aperta solo dalle 2 di notte fino al mattino, per accogliere gli irriducibili del festival che non ne vogliono sapere di andare a dormire. Soprassediamo invece sulle ore di coda per prendere il ferry – e l’incasso esorbitante della suddetta società – (£22 a passeggero moltiplicato 50.000 visitatori. E se la matematica non è un’opinione, fate i conti anche voi), l’arrivo a Ryde assediata da 800 persone contemporaneamente ferme ad aspettare un bus, taxi o qualsiasi altro mezzo per raggiungere Robyn Hill Country Park il prima possibile. Qualcuno ci è arrivato anche in autostop, prima di tutti, per non perdere nemmeno un attimo di questo Bestival 2011. Quanto manca all’edizione 2012? www.bestival.net

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