BEN HARPER

Ben Harper

Live Report
BEN HARPER
Live @ Teatro Geox (PD) – 9.05.2014

Un ritorno alle origini quello proposto da Ben Harper lo scorso venerdì 9 maggio 2014 al Teatro Geox di Padova, per la prima delle cinque date italiane del tour acustico  di Childhood Home, l’ultima fatica dell’artista californiano. Il teatro è gremito di gente di ogni sorta che ammira e fotografa la strumentazione ‘minimale’, rispetto ai trascorsi di Harper. 6 chitarre, 2 pianoforti e qualche microfono incuriosiscono e insinuano dei dubbi sulla resa di un live così diverso dagli show pieni di elettricità e grinta cui Benjamin Chase ci ha abituato in questi 20 anni di carriera.

Le luci si spengono e Ben Harper si posiziona nel mezzo dello stage, in tenuta da perfetto bluesman (jeans, t-shirt bianca e cappello bianco a tesa larga), forse proprio per rimarcare ancora il naturale desiderio di un talentuoso uomo nel mezzo del cammin di sua vita, di riprendere in mano le proprie radici musicali e non. L’artista inizia a ripercorrere in una sorta di amarcord intimista tutta la sua carriera, toccando l’apice di questo nostalgico lamento con ‘Don’T Give Up On Me Now’, la hit di ‘Give It Till Is Gone’, cantata per metà a cappella. Poi si sposta al piano e la sensazione è che dietro quel pathos, gridato, sussurrato e sospirato fino all’ultima vibrazione,  ci sia proprio una necessità più intima e personale, che va oltre l’artista e svela il Ben Harper uomo, in tutta la sua fragilità. Un potere che solo la musica, con la M maiuscola comunica in un modo tanto suggestivo da riuscire addirittura a smorzare gli applausi per mantenere il religioso silenzio, tanta la delicatezza e la profondità emozionale racchiusa in quelle note. E’ il momento ideale per l’entrata in scena della signora Ellen, la mamma di Ben, che intona timidamente con il figlio alcuni struggenti duetti, tratti dal nuovo EP. Un’ottima trovata artistica e commerciale che va indubbiamente a rimarcare il concetto chiave del nuovo disco, ma va anche a banalizzare la tensione emotiva che dapprima si era creata in sala. Un’esagerazione, all’americana, che indispettisce chi aveva cercato con difficoltà di condividere, seppure in un ambiente non idoneo come il mega teatro Geox, un momento così intimo nella vita di un uomo e di un artista quale Ben Harper. Il one man show prosegue con virtuosismi da bluesman alla lap slide guitar, assoli infiniti di chitarra e voce che purtroppo non bastano per arginare l’errore di valutazione commesso in precedenza, ma anzi sfociano nel ridicolo quando Harper rifà per la milionesima volta Hallelujah di Jeff Buckley.

Ritorno alle origini come tappa di una ricerca musicale-personale all’interno di una carriera variegata e vastissima come la sua?

Ritorno alle origini come tappa di una ricerca musicale-personale per colmare una momentanea mancanza di nuovi spunti  espressivi?

IL LIVE REPORT

facebook BEN HARPERtwitter BEN HARPERgoogle BEN HARPERtumblr BEN HARPERemail BEN HARPERpinterest BEN HARPER