BAUSTELLE @ Sherwood by Chiara Lo Giudice

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Premessa numero uno: i Baustelle mi piacciono moltissimo, sono una di quelle band che riescono sempre a strapparmi un sorriso con le loro canzoni. Premessa numero due: li avevo già visti due volte dal vivo e, ad essere sincera, non mi avevano mai esaltata, complici ,la prima volta al NewAge di Roncade, le pessime condizioni vocali di Bianconi e la seconda ad una pittoresca sagra delle pere in provincia di Udine, una scaletta per nulla coraggiosa ( era uscito da pochi mesi l’album “Amen” e fecero un concerto esclusivamente promozionale).Questa volta no. Questa volta non hanno deluso le mie aspettative/speranze di fan. Il 2 luglio ’10 allo Sherwood Festival a Padova il gruppo di Montepulciano ha incantato per due ore soddisfacendo tutti i desideri del pubblico. Hanno aperto le danze con “I provinciali” dall’album “Malavita”, poi si sono concentrati sull’ultimo lavoro “ I mistici dell’occidente” suonando i due singoli : “Le Rane” e “Gli Spietati” e la title-track. Hanno continuato eseguendo “La moda del lento”, “San Francesco”, “La Bambolina”, “la Malavita” e, dedicandola a Milano, “Antropophagus”. A questo punto la parte più “radical chic” del pubblico ha cominciato a rumoreggiare chiedendo a gran voce delle “canzoni vecchie”, al che Bianconi ,dopo aver replicato con un “siete proprio dei fighetti”, ha risposto con la commovente “Il corvo Joe”(definita “ una bella canzone mediana di una volta” dal front-man che ha mostrato in quest’occasione un inedito lato burlone). L’ultima parte del concerto è cominciata con un medley formato da “Noi bambine non abbiamo scelta”, “Beethoven e Chopin” e “Cinecittà”. A questo punto non hanno potuto procrastinare oltre: ritornati sul palco si sono cimentati in “Gomma” da “ Il Sussidiario illustrato della giovinezza”, opera prima e sicuramente album più amato dai sostenitori più accaniti; se non l’avessero suonata probabilmente una  consistente fetta del pubblico sarebbe salita sul palco ed avrebbe rivoltato Bianconi come un calzino, vista l’insistenza con cui era stata chiesta sin dal primo minuto della performance! Risultato: un impressionante e meritato scroscio di applausi che ha fatto uscire la band per una seconda volta a cantare “la canzone di Carlo ed il suo sport”. Quindi bravi, bravi ed ancora bravi . La prossima volta che torneranno nelle vicinanze li andrò sicuramente e rivedere sperando che mi facciano saltare, sgolare ed anche sudare come il 2 luglio in quel di Padova.

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