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pearljam1 PEARL JAM EVOLUTION

E’ uscito verso la fine del 2009, ma l’ottima recente esibizione dei Pearl Jam all’Heineken Jammin’ Festival ci fornisce lo spunto per parlare di un libro a loro dedicato, intitolato eloquentemente “Pearl Jam evolution”. Scritto da Luca Villa e Daria Moretti, webmasters di www.pearljamonline.it, il sito italiano più importante dedicato al gruppo, il volume è pubblicato da Chinaski Edizioni e si presenta subito in maniera speciale, per i fans di casa nostra: la copertina, infatti, riproduce una bella foto del gruppo scattata all’Arena di Verona, luogo che che ha già ospitato due volte, nel 2000 e nel 2006, un loro concerto. Ma, come suol dirsi, è la sostanza che conta, e in questo caso di contenuti ce ne sono veramente molti: una biografia di 350 pagine scritte fitte fitte, un viaggio dettagliatissimo a partire dalla nascita della band per arrivare all’ultimo album in studio, “Backspacer”, uscito proprio un mese prima rispetto al libro. Formatosi a Seattle nel 1990, il gruppo viene spesso indicato come una delle band portabandiera del grunge, ma in realtà il loro sound è sempre stato molto più vicino ad un rock più classico, se così si può dire, e più volte gli stessi PJ hanno indicato come proprie principali influenze le musiche di Neil Young, Who e Ramones. Il tutto condito da quel disagio e quella rabbia che hanno provocato, senza dubbio, la nascita del grunge. Il lungo racconto di Villa e Moretti, però, inizia prima della nascita dei Pearl Jam, e ci trasporta in un periodo di intenso fervore musicale, illustrando con dovizia di particolari progetti e sogni di un gruppo di musicisti che hanno incrociato più volte le loro strade, prima di “stabilizzarsi” in gruppi divenuti tra i più importanti della storia del rock: personaggi come Chris Cornell, Mark Lanegan, Layne Stanley, tanto per citarne alcuni. Il primo nucleo dei Pearl Jam si chiama Mookie Blaylock e la formazione è composta da Jeff Ament (basso), Mike McCready (chitarra), Stone Gossard (chitarra), Eddie Vedder (voce) e Dave Krusen (batteria). La band tiene il primo concerto all’ Off Ramp di Seattle nell’autunno del 1990, poco dopo assume la denominazione definitiva e nel maggio del 1991 esce quello che è tuttora considerato il suo masterpiece, l’album “Ten”, prodotto da Rick Parashar. Il gruppo mantiene una formazione stabile, a parte per la batteria che vede alternarsi quattro musicisti fino all’arrivo, nel 1998, di Matt Cameron. La ventennale storia del gruppo è narrata in modo approfondito e traspaiono la passione e l’amore che gli autori stessi nutrono per la band; un gruppo che si è sempre distinto per l’impegno sociale, politico e a favore dell’ambiente. E’ una storia lunga, senza dubbio, ma la lettura è piacevole ed è una continua scoperta, o riscoperta, di particolari delle vicende, umane e professionali, dei componenti dei PJ. Una storia ricca di successi, coraggio e decisioni “contro”, come quando il gruppo decise di imporre un prezzo più basso per assistere ai loro shows, contrapponendosi legalmente a Ticketmaster, agenzia leader nella distribuzione di biglietti negli USA; ma una vicenda musicale che rischiò di interrompersi al termine del tour del 2000, in seguito alla tragedia del concerto di Roskilde, in Danimarca, quando morirono 9 persone, mettendo seriamente in discussione la volontà dei PJ di continuare a suonare. Impossibile invece per noi non sottolineare come i Pearl Jam abbiano dichiaratamente un rapporto particolare con l’Italia, spesso teatro di loro memorabili concerti, e di come si tratti di un amore assolutamente reciproco! L’evoluzione dei Pearl Jam continua, e nel modo migliore che si potesse immaginare.

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