ANTUN OPIC – INTERVISTA @ POMOPERO

ANTUN OPIC1

16/10-Intervista ad Antun Opic
Dopo aver trascorso svariati anni esibendosi in opere musicoteatrali, in tutt’Europa assieme al collettivo di punk cabaret “Storm & Wasser”, Antun Opic fonda il progetto che porta il suo nome, assieme al suo vecchio maestro di chitarra Tobias Kavelar e al bassista Horst Fritscher. Alla fine di settembre pubblica il suo primo disco intitolato “No Offense”e giovedì 16 ottobre inizia dal Pomopero di Breganze (VI) il suo tour promozionale. Noi di S&V c’eravamo e l’abbiamo intervistato:
-Ciao a tutti, come vi è sembrato il concerto?
-Questo posto è fantastico! Da noi, a Monaco, i posti dove fanno suonare musica alternativa non sono molti e soprattutto la gente non è così interessata alla band che suona nel locale. Questa sera invece il pubblico ci ascoltava ed era attento, anche se purtroppo ora si è di nuovo ricreata quella distanza tra platea e palco che, per quanto parti di un tutto, non riescono a stare allo stesso livello…peccato!Sappiamo però dalle nostre precedenti esperienze in Italia che quà funziona così!
-Qual è il posto dove preferite esibirvi?
Sempre per lo stesso motivo i luoghi dove preferiamo suonare sono i festival, là troviamo il massimo dell’empatia con il pubblico. Certo, la nostra musica è adatta a tutti i tipi di contesto. E’ una musica talmente ‘basic’che possiamo suonarla ovunque perché unisce tutto e piace anche al personaggio da techno rave…
Ecco quindi il segreto della loro musica: ‘the mixture’. Pur essendo ben radicato all’interno di riferimenti musicali precisi e ben riconoscibili, lo stile di Antun Opic, vanta una certa classe rispetto alle altre proposte simili del panorama cantautoriale gypsy-folk. Forse questo di più è incentivato anche dal melting pot culturale della formazione stessa (Germania-Croazia), oltre all’innegabile eccellenza dei 3 musicisti. La scaletta proposta, che prevedeva l’esecuzione dei brani di No Offense, spaziava da brani jazz-swing come Hospital, per arrivare poi a note più pop-folk come No Offence, che dà il titolo all’LP, gettandosi poi su ritmi blues, come Warm, il tutto con la grinta e l’entusiasmo di 3 ragazzini. Melodie ricercate ed originali, che innalzano testi satirici, a tratti melanconici, a volte più ruvidi e altre più dolci, come The Informer, il cui testo ci sembra un ottimo spunto per capire cosa rappresenti la musica per Antun Opic:
-A little here a little there, you’ll loose the race, you’re a disgrace….sarà mica la musica una sorta di casa?
-La musica è un posto sicuro dove ti senti a tuo agio, ma è anche un modo per sfuggire ai clichè e far scoprire realtà a volte scomode e poco conosciute…
Ecco perché in questa performance Antun ha scelto di reinterpretare una canzone popolare siciliana contro la mafia. Mi permetto di spiegargli i limiti della nostra Italietta, poco incline a questo genere di scambi culturali e di quanto abbia apprezzato questa geniale, quanto forse inconsapevole provocazione-Antun incalza-Vedi, la musica è il miglior mezzo per dare voce a chi non ce l’ha, perché è qualcosa di divertente ma allo stesso tempo anche serio. Così il messaggio arriva dappertutto-e, riallacciandosi alla precedente domanda-per questo la musica è un modo per evadere, ma anche un modo per calarsi ancor di più nella realtà e nelle sottoculture che la costituiscono. La musica è la cosa più importante della mia vita.-
La chiacchierata continua su argomenti filosofici e meno, tra un sorso di birra, qualche occhio socchiuso, molte risate e qualche sbadiglio, ma soprattutto sigilliamo una promessa per le future date nel Sud Italia, ci impegneremo a far sapere al trio quale canzone in dialetto veneto proporreSi accettano suggerimenti.

facebook ANTUN OPIC   INTERVISTA @ POMOPEROtwitter ANTUN OPIC   INTERVISTA @ POMOPEROgoogle ANTUN OPIC   INTERVISTA @ POMOPEROtumblr ANTUN OPIC   INTERVISTA @ POMOPEROemail ANTUN OPIC   INTERVISTA @ POMOPEROpinterest ANTUN OPIC   INTERVISTA @ POMOPERO