ALICE COOPER (PD)

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cooper ALICE COOPER (PD)

ALICE COOPER – Live Review (13.10.11 Teatro Geox, Padova). Di Davide Visentin

Avventurarsi in un fresco giovedì sera padovano, fare della strada per andare a trovare nonno Alice. Questa la missione mentre in macchina percorro la tangenziale verso il Teatro Geox; si perché per gli oltre duemila presenti si è trattato, più che di un concerto esemplarmente eseguito da un grande artista – e da una band di supporto di musicisti eccellenti – della classica visita natalizia al nonno.

Alice Cooper, al secolo Vincent Damon Furnier, classe 1948, è il godfather di tutti noi rocker, capostipite dell’hard rock da più di 40 anni. Scintille di fuoco dalle mani, abito da vedova nera ed una scenografia macabra degna dell’opening “black widow”: è così che Alice decide di presentarsi al suo pubblico, sopra una colonna mobile, pulpito sacrilego dal quale il vecchio sacerdote oscuro ancora una volta diffonde il suo verbo metallico. E allora via si parte: alla vedova nera seguono “Brutal planet” e una fantastica versione di “I’m eighteen” che agita le folle. Alice cambia spesso d’abito, e alla volta di “Billion dollar babies” si trasforma in spadaccino, spargendo i dollari infilzati alla sua lama; “No more mr. Niceguy” fa cantare il pubblico e rifiatare un secondo il nonno, che però riparte pimpante incitando la splendida chitarrista Orianthi Panagaris – bella, brava e rock ‘n roll: praticamente da sposare – attraverso il testo di “hey stoopid” (C’mon baby kick that stuff, show the street it ain’t so tough!). E’ la volta di “Halo of Flies”, il cui lungo finale strumentale, oltre a dare una tregua alla vecchia prostata di Vincent, fa salire in cattedra la sezione ritmica con l’assolo di uno strepitoso Glen Sobel (che inizialmente e da lontano scambio per il vecchio Eric Singer) e le note ritmate di Chuck Garric: quattro minuti in cui il giovane batterista intrattiene i fan di Alice, che certo non hanno da rimpiangere l’addio di Singer alla band di supporto. Un momento per il nuovo singolo “I’ll bite your face off” con tanto di retro maglietta promozionale e si entra nelle sonorità 80′s, con tanto di classici scenografici come il walzer con la bambola in “Only women bleed” – che poi viene sculacciata e maltrattata in “Cold Ethyl” – o l’esperimento in “Feed my Frankenstein”, durante la quale Alice, camice occhialoni e guanti rossi, risveglia la bestia che appare sul palco con le sembianze di un enorme Frankenstein di 5 metri (pupazzi animati giganti on-stage: se non ci fossero stati Alice e i Maiden, chi ci avrebbe mai pensato??) Siamo alle battute finali: puntuale arriva anche “Poison” e io e i duemila perdiamo la voce, mentre il nonno ancora non molla, nemmeno un filo di raucedine, poche le note calanti; arriva anche il boia per “Killer” e la ghigliottina aspetta Alice come ai tempi d’oro: shock rock allo stato puro, sangue finto e teste mozzate. Si chiude con “Wicked young man” e la scatenata “School’s Out”, nei cui riff finali è inserito, forse un po’ fuori luogo, il ritornello di “Another Brick in the Wall” dei Pink Floyd (medley che sembra un po’ “no woman no cry” alla fine di “io vagabondo” nelle sagre di paese…). Il nonno accusa le sue 63 primavere ma esce generoso per l’ultimo ballo: maglia azzurra e tricolore in mano (gosh!) saluta i suoi nipotini con “Elected”. Nel complesso un’ora  e mezza molto intensa, un viaggio musicale e teatrale, vista la presenza scenica del profeta, nel cuore della musica rock: il tragitto sonoro di un dio, che dalla fine degli anni ’60 ha sempre saputo reinventare se stesso e la musica, a volte adeguandosi di decennio in decennio ai canoni vigenti, altre modificandone per sempre i suoni. Personalmente, uno dei migliori artisti di sempre che, nonostante la veneranda età, continua ad avere un magnetismo mefistofelico ed una presenza scenica invidiabile che rendono il suo live uno dei più emozionanti spettacoli rock ai quali assistere. Torno a casa e trovo mio fratello: “nonno Alice sta bene e ti saluta” gli dico, “e il rock vive con lui”. Stay tuned, stay rock!

Questa la set-list del concerto di Padova:
Black Widow/ Brutal Planet / I’m Eighteen / Under My Wheels / Billion Dollar Babies / No More Mr Nice Guy / Hey Stoopid / Is It My Body / Halo Of Flies / I’ll Bite Your Face Off / Muscle Of Love / Only Women Bleed / Cold Ethyl / Feed My Frankenstein / Clones (We’re All) / Poison / Wicked Young Man / Killer – I Love The Dead (medley) / School’s Out (medley con ‘Another Brick In The Wall pt 2′). Encore: Elected

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