1965-1966. A CHANGE IS GONNA COME

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1965-1966. A CHANGE IS GONNA COME
di Riccardo Bertoncelli – GIUNTI Editore

Quale modo migliore di iniziare un nuovo anno che non guardando ai fasti (musicali e non) del passato? In questo caso poi si tratta di un passato tanto lontano quanto glorioso. L’occasione per parlarne mi viene fornita naturalmente da un libro, intitolato “1965-1966. La nascita del nuovo rock”, pubblicato di recente da Giunti e firmato da Riccardo Bertoncelli. Diciamo fin d’ora che l’autore è garanzia di qualità, trattandosi di uno tra i più importanti critici musicali italiani, scrittore di numerose biografie e saggi dedicati al mondo della musica, prestigiosa firma di svariate riviste di settore e dal ’95 curatore, per Giunti stessa, della collana di libri “Bizzarre”. Questo nuovo lavoro di Bertoncelli va ad affiancarsi, in una serie denominata “Gli anni d’oro del rock” a due precedenti lavori, “Sgt. Pepper – La vera storia”, dedicato al celeberrimo album dei Beatles, e “1969. Da Abbey Road a Woodstock”, racconto di un anno davvero straordinario nella storia del rock. Nelle intenzioni dell’autore quella che possiamo definire già una piccola enciclopedia verrà completata nei prossimi anni da volumi dedicati al 1967, al 1968 e al 1970, ricostruendo così, anno per anno, per usare le sue parole, “la scena musicale nella seconda metà degli anni ’60, la stagione più fervida di idee e sorprese che possiamo ben chiamare gli anno d’oro”. Il volume, un saggio di quasi 300 pagine, si apre con un’introduzione già di per sé illuminante per inquadrare il periodo: “Elvis è ancora il re del rock e primo nelle classifiche USA […] ma il suo regno sta volgendo alla fine. Tempo pochi mesi e la musica […] cambierà faccia”. Appunto, “A change is gonna come”, un cambiamento sta per avvenire, citando il titolo di una delle ultime canzoni composte da Sam Crooke, re del soul e portavoce della nuova coscienza nera, assassinato a fine 1964.

E che cambiamento! I generi musicali, soprattutto rock e soul, iniziano a contaminarsi, il jazz si impone e le arti, la musica in primis, diventano veicolo e allo stesso tempo spinta per quella volontà di cambiare lo “status quo” che si concretizzerà nella vera e propria rivoluzione culturale e sociale di fine anni ’60. Nel ’65 i Beatles sono forti nelle classifiche di tutto il mondo, Dylan sta per effettuare la svolta elettrica e gli Stones stanno per conquistare l’America. E per inquadrare meglio i fatti salienti del biennio in questione l’autore ci fornisce una dettagliata e precisa cronologia (non solo musicale, tra l’altro), proprio all’inizio del libro, che facilita la comprensione della ricchezza creativa di quegli anni e ci prepara ai capitoli successivi , dedicati ognuno ad un artista o a una particolare scena musicale, come quella di San Francisco. Beatles, Bob Dylan, Who, Rolling Stones, Velvet Underground, Frank Zappa, John Coltrane, Beach Boys: a questi mostri sacri naturalmente vengono dedicate le maggiori attenzioni dell’autore, che si avvale della preziosa collaborazione di altri due ottimi esperti come Cesare Rizzi e Franco Zanetti. Ma, come già nel saggio sul 1969, ci colpisce la completezza della panoramica temporale che Bertoncelli ci offre, illustrando in modo preciso e completo l’evoluzione musicale compiutasi in quei favolosi anni. Non può mancare, preceduto da una sezione dedicata a “20 dischi che hanno cambiato la storia”, uno sguardo alla scena italiana, e in particolare al beat (Nomadi, Equipe 84, I Ribelli, I Corvi, Camaleonti, Patty Pravo…). Il viaggio però è ancora lungo, e, anche se la lettura del volume ci svela già importanti cambiamenti avvenuti nel biennio, un nuovo terremoto rivoluzionerà la scena musicale mondiale: nel dicembre ’66 infatti esce “Hey Joe”, di un certo Jimi Hendrix…

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